Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
È a Giosetta Fioroni che Enzo Cannaviello ha affidato il compito di traghettare il suo Studio d’Arte dalla sede attuale, in piazzetta Bossi, a quella in cui si trasferirà a settembre. Fino al 25 maggio presenta, infatti, una mostra di suoi lavori degli anni ’60 e ’70, quando l’artista romana (1932) esordiva con le diafane opere che il suo compagno di vita, lo scrittore Goffredo Parise, definiva «Argenti: diapositive di sentimenti».
La mostra riunisce oltre 20 suoi lavori di quella serie, tra carte e tele di medie dimensioni, realizzate con lo smalto d’alluminio. In essi ci s’imbatte in figure sospese, tracciate sul fondo chiaro con quel suo tratto discontinuo e allusivo: in prevalenza immagini di protagoniste dello star system (erano gli anni della Pop art e lei, con Schifano, Angeli e Festa, formava il gruppo della «Scuola di Piazza del Popolo», declinazione italiana di quel linguaggio) ma anche di bambini o citazioni di opere famose della storia dell’arte.
«Abbraccio», 1965, di Giosetta Fioroni
Altri articoli dell'autore
Provengono da una collezione privata tedesca le opere, esposte nel Museo Castello San Materno, di 14 autori che tra il secondo ’800 e la Prima guerra mondiale soggiornarono in Italia
La villa mantovana rinnova le ultime due sale inaccessibili del piano terra grazie alla collaborazione con gli Istituti Santa Paola
È la prima personale italiana dell’artista e ricercatrice cinese-canadese pioniera nell’utilizzo dell’IA e della robotica nel dare vita a performance virtuali, dematerializzate e «liquide»
Avviato nel 1995 da Lanfranco Secco Suardo, raccoglie e conserva gli archivi privati dei restauratori italiani e grazie al suo database RES.I. contribuisce a rendere la storia del restauro consultabile e accessibile per la ricerca e per futuri interventi. La premiazione il 28 maggio a Cipro



