Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
È a Giosetta Fioroni che Enzo Cannaviello ha affidato il compito di traghettare il suo Studio d’Arte dalla sede attuale, in piazzetta Bossi, a quella in cui si trasferirà a settembre. Fino al 25 maggio presenta, infatti, una mostra di suoi lavori degli anni ’60 e ’70, quando l’artista romana (1932) esordiva con le diafane opere che il suo compagno di vita, lo scrittore Goffredo Parise, definiva «Argenti: diapositive di sentimenti».
La mostra riunisce oltre 20 suoi lavori di quella serie, tra carte e tele di medie dimensioni, realizzate con lo smalto d’alluminio. In essi ci s’imbatte in figure sospese, tracciate sul fondo chiaro con quel suo tratto discontinuo e allusivo: in prevalenza immagini di protagoniste dello star system (erano gli anni della Pop art e lei, con Schifano, Angeli e Festa, formava il gruppo della «Scuola di Piazza del Popolo», declinazione italiana di quel linguaggio) ma anche di bambini o citazioni di opere famose della storia dell’arte.
«Abbraccio», 1965, di Giosetta Fioroni
Altri articoli dell'autore
Arriva al cinema per tre giorni, dal 25 al 27 maggio, il film di Andrea Bettinetti per Nexo Studios dedicato al maestro italo-argentino. Materiali d’archivio spesso inediti, viaggi nei musei che conservano i suoi capolavori, testimonianze e riflessioni di studiosi e artisti amici ripercorrono esaustivamente le rivoluzioni compiute dal «padre» di tanta parte dell’arte contemporanea
«Dopo le grandi manovre» del primo e «Struttura modulare» del secondo sono stata recentemente acquisite dal museo di Gallarate tramite due diversi bandi del Ministero della Cultura
Il Mac-Museo d’Arte Contemporanea presenta la prima mostra monografica museale dell’artista italo-brasiliana, vincitrice del Premio Lissone nel 2021
La nuova pittura di Marco Petrus trasforma l’architettura in movimento, tra Futurismo, visioni digitali e percezioni instabili


