A Torino di notte in 13 gallerie

Invito per amatori d’arte nottambuli, il 6 novembre: l’apertura collettiva degli spazi del Circuito Tag

Una veduta della mostra «Miliardi di universi» di Jan Dibbets, 2021 © Nicola Morittu. Cortesia di Giorgio Persano
Camilla Bertoni |  | Torino

Sabato 6 novembre, illuminato dalla 24ma edizione delle Luci d’Artista, torna il tradizionale appuntamento della contemporary art night, la notte dell’arte contemporanea, in cui si colloca l’apertura collettiva delle Gallerie del Circuito Tag: «Ouverture», dalle 11 alle 23.

Ci sono le «Visioni» di Paolo Mussat Sartor (Photo & Contemporary, fino al 30 novembre), esemplari unici in cui viaggio, visionarietà, nomadismo interiore si sviluppano in immagini liriche, quasi miraggi. E anche le «Visions» di Michael Bauer e Raynes Birkbeck (Norma Mangione, dal 6 novembre al 14 gennaio) e gli incubi notturni delle «Architetture criminali» di Adelaide Di Nunzio (Febo e Dafne, fino all’8 gennaio, inaugurazione e presentazione del libro fotografico il 6 novembre), immagini che impattano violentemente come gli effetti dell’illegalità sul paesaggio e sulle persone, frutto di una ricerca durata nove anni.

Diverse le iniziative previste da ogni galleria, come la performance che si terrà dalle 15 alle 23 nel cortile di Raffaella De Chirico Arte Contemporanea in occasione della mostra di Jacopo Mandlich (Roma, 1979) «Something d’eterico eretico» (fino al 22 dicembre). Installazioni di neon, ferro e muffe esprimono le tensioni di forze contrapposte, come quelle delle corde tese dal ghiaccio, finché non si scioglierà. Un pretesto per osservare la natura delle nostre percezioni.

Sulla percezione, secondo la retorica aristotelica, lavora anche Colm Mac Athloich alla sua quarta personale su questo tema da Weber&Weber (fino al 23 dicembre) nell’ambito di un progetto internazionale: le opere dedicate alla percezione etica e identitaria sono realizzate attraverso una reinterpretazione pittorica delle immagini di bandiere estrapolate dal reale. Il 6 novembre visite guidate accompagnate dalla curatrice Valeria Ceregini e dall’artista.

Percezione dello spazio e del tempo attraverso le opere inedite di Giulio Paolini per la mostra «Qui (da lontano)» nella sede cittadina di Tucci Russo (fino al 29 gennaio; nella sede di Torre Pellice, «In No Time» di Tony Cragg, fino al 30 gennaio). Attraverso tre sculture, un arazzo e una serie di collage dedicati a luoghi esotici e mai visitati dall’artista, Paolini riflette su temi a lui consoni: la figura dell’artista, la vertigine del tempo, prossimità e distanza, familiare e straniero, consueto ed esotico.

La coppia di artisti Gioberto Noro (Sergio Gioberto, 1952, Marilena Noro, 1961) lavora «Sulla fotografia (analogie e figure del dissimile)» nella galleria Peola Simondi (fino al 23 dicembre). Il corpus di opere inedite prosegue l’esplorazione delle opposizioni dialettiche iniziata nel 2010. Da Gagliardi e Domke il 6 novembre dalle 18 alle 24 s’inaugura la personale di Daniele D’Acquisto, a cura di Lorenzo Madaro, dal titolo «Log» (fino al 14 gennaio).

Doppia esposizione da Giorgio Persano: nel giardino interno l’opera monumentale di Rob Birza «Afghanistan» (fino al 27 novembre), scelta da una serie risalente al 2005, realizzata con fotografie di guerra scattate tra Palestina, Iraq e Afghanistan. E i «Miliardi di universi» di Jan Dibbets (fino al 23 dicembre) sono grandi fotografie appartenenti a diverse serie realizzate nell’ultimo decennio a partire dai «Color Studies» degli anni ’70, ingrandendo i negativi per ottenere immagini digitali astratte monocrome.

Tra fotografia, pittura e installazione si muovono le opere realizzate durante il lockdown da Maura Banfo per la mostra «Il mio spazio mare» a cura di Olga Gambari da Riccardo Costantini Contemporary (fino al 15 gennaio). Si rivolge invece alla storia dell’Astrattismo la galleria In Arco (fino al 29 gennaio) con il confronto tra Accardi, che dall’esperienza con Forma 1 porterà avanti la sua personale poetica legata al segno colore, Rotella, partito dai dipinti astratto geometrici per approdare al décollage, e il colore di Turcato come espressione emotiva e psicologica.

Aderiscono alla giornata di «Ouverture» anche Luce Gallery con la mostra di Zéh Palito «Untouchable Negritude» (fino al 16 novembre) e Franco Noero (via Mottalciata 10/b) con la personale di Lothar Baumgarten (dal 2 novembre a febbraio) e «Paintings of Trees for Birds» di Henrik Håkansson (fino a dicembre).

© Riproduzione riservata «La Piramide (albergo incompleto, Reggio Calabria)», dalla serie di Adelaide Di Nunzio «Architetture criminali», 2010-20. Galleria Febo e Dafne «Il mio spazio mare», 2021, di Maura Banfo. Cortesia Riccardo Costantini Contemporary «Reticolo» di Giulio Turcato, 1958. Cortesia di In Arco
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