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A Spoleto senza paura

A Spoleto senza paura

Stefano Miliani

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Esporre dipinti e sculture che la sequenza di scosse sismiche ha fatto sloggiare da chiese e musei per convincere i potenziali turisti che l’Umbria è rimasta in gran parte intatta, oltre che per far conoscere ai cittadini quanto è stato fatto. Ha questi propositi la mostra in due fasi, «Ospiti in Rocca» e poi «Tesori in Valnerina», al Museo Nazionale del Ducato all’intatta Rocca Albornoz a Spoleto.

«Ospiti in Rocca», in corso da un mese da un’idea della direttrice del museo Rosaria Mencarelli, propone sette pezzi tra cui l’Annunciata e l’Angelo annunciante di Andrea della Robbia dal museo inagibile della Castellina a Norcia, una «Madonna col Bambino» del pittore del Quattrocento Nicola di Ulisse da Siena dal Museo Diocesano di Ascoli Piceno e un crocifisso ligneo del Cinquecento da Sant’Anatolia di Narco (Perugia).

Con «Tesori in Valnerina», al via entro la prima metà di aprile, le opere salgono a una trentina e vengono tutte dall’Umbria. La soprintendente in Umbria Marica Mercalli tra le testimonianze più significative suggerisce un Crocifisso del Cinquecento dalla distrutta chiesa di Santa Maria Assunta a Castelluccio e una storica campana del 1802 dall’Abbazia di Sant’Eutizio a Preci.

Le opere sono state restaurate nel laboratorio nel deposito del Santo Chiodo di Spoleto per mano di diplomati presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e di restauratori dei Musei Vaticani e umbri. L’esposizione vuole contribuire al crowdfunding per i restauri lanciato all’indirizzo web https://valorecultura.starteed.com/it/lightquake e rientra nel progetto «Scopriamo l’Umbria».
 

Stefano Miliani, 08 aprile 2017 | © Riproduzione riservata

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Tra i pregi dalla mostra, che ha stimolato restauri e consentito la ricomposizione di opere smembrate, la capacità di illustrare con efficacia quale riverbero ha avuto Giotto tra le chiese e i monti umbri su artisti reputati minori

140 associazioni hanno inviato un appello alla presidente della Regione e alla Giunta per chiedere l’annullamento del progetto già bocciato da Ministero e Soprintendenze. Via libera del Consiglio di Stato. Il 13 gennaio è prevista un’udienza al Tar dell’Umbria

Lo riferisce un articolo di prossima pubblicazione sulla rivista accademica «Archeometry» dell’Università di Oxford, frutto di un lavoro di squadra: dopo aver esaminato alcuni campioni e confrontato i risultati con le banche dati, si è arrivati a supporre che l’evento ha avuto luogo tra i 4.200 e i 2.200 anni fa

«We Were Here», il documentario di Fred Kudjo Kuwornu presentato alla Biennale di Venezia del 2024, è in corsa per le nomination alle statuette di Los Angeles. «Nel ’500 e ’600 troviamo soggetti neri anche in dipinti di artisti famosi. Ho cercato di intercettare quel momento dell’Europa in cui la razza non era una categoria su cui costruire differenze o un’ideologia razzista», racconta il regista

 

 

A Spoleto senza paura | Stefano Miliani

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