A Singapore la seconda volta di Art Sg

La ricca città-Stato dell’Asia sud-orientale dà il via alla replica della fiera, di cui il gruppo Mch, che controlla Art Basel, ha riacquistato una quota di minoranza, con nomi di tutto rispetto

Veduta di una porzione esterna di Marina Bay Sands. Cortesia di Marina Bay Sands
Elisa Carollo |  | Singapore

Ad aprire il nuovo calendario 2024 delle fiere in giro per il mondo, la seconda edizione di Art Sg che torna al Sands Expo and Convention Centre, Marina Bay Sands, nel cuore di Singapore, dal 19 al 21 gennaio (con un’anteprima Vip il 18 gennaio). La fiera, al 15% di proprietà di Mch, società madre di Art Basel, presenta quest’anno una line-up internazionale di 116 gallerie, fra cui alcune mega come Gagosian, White Cube, Thaddaeus Ropac, Lehmann Maupin e la coreana Kukje Gallery ma anche gallerie più dedite alla ricerca come neugerriemschneider, Xavier Hufkens, Galerie Gisela Capitain e P.P.O.W.

Come ha commentato la direttrice della fiera Shuyin Yang: «In una serie di sezioni della fiera curate in modo ponderato e con una ricca programmazione di conferenze, film e installazioni, Art Sg presenterà una piattaforma per scoprire una diversità di voci e prospettive artistiche provenienti da Singapore, dal Sud-Est asiatico e da tutto il mondo, con nomi affermati all'interno di presentazioni multi-artistiche, talenti emergenti e giovani gallerie, approfondite presentazioni personali e i riflettori puntati sull’arte e la tecnologia».

A compensare una scena artistica locale ancora abbastanza giovane in termini di spazi e istituzioni dedicate all’arte, ci sarà quest’anno anche un ambizioso programma di installazioni su larga scala parte della sezione Platform. Accompagna la fiera anche una serie di conversazioni approfondite per stimolare il dibattito sulla scena artistica della regione e un ricco programma di film e nuovi media in collaborazione con ArtScience Museum diretto dal precedente curatore della National Gallery Singapore, esperto di nuovi Media.

La curatrice, scrittrice, fondatrice e direttrice dell’in-tangibile Institute, Zoe Butt, curerà invece sessioni bipartite su questioni che interessano l’ecosistema del Sud-est asiatico, tra cui l’urgenza di sostenere la prossima generazione di operatori artistici e il ruolo e l’importanza di collezionisti, curatori e mercanti all’interno di questa rete di sostegno.

«A gennaio Singapore sarà di nuovo sotto i riflettori come capitale culturale asiatica in rapida ascesa, grazie ad Art Sg e alla Singapore Art Week. La città-stato è la porta d’accesso al Sud-Est asiatico e l’hub riconosciuto per l’Indo-Pacifico, il che la rende un punto di incontro vitale per gallerie, collezionisti, istituzioni e appassionati d’arte di tutto il mondo per entrare in contatto con la regione», ha commentato Magnus Renfrew, cofondatore di Art Sg.

In tutta la metropoli ci sarà anche una ricca serie di mostre in musei d’arte, fondazioni e collezioni private, inaugurazioni di gallerie e altro ancora, per rendere l’esperienza culturale vibrante e dinamica. Sempre più collaborazioni con collezioni private e partner culturali si stanno incrementando per alimentare la Singapore Art Week che dimostra un vitale e rapido sviluppo di anno in anno.

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