A Milano il Design colpisce al cuore

Sotheby’s presenta la sua prima asta cittadina puntando sui maestri italiani mentre Il Ponte si focalizza su Fontana e Yoichi Ohira

Ceramica dipinta blu e oro del 1954-55 adattata a illuminazione di Lucio Fontana (stima 50-100mila euro). Cortesia di Sotheby’s
Carla Cerutti |

Duplice appuntamento milanese per gli appassionati di Design e Arti decorative del ’900. Variegata, sia come offerte sia come stime, l’asta organizzata da Il Ponte il 23 e il 24 giugno punta su nomi e manifatture di spicco del design italiano, e non solo. Fontana Arte è indubbiamente tra questi, ben esemplificata da uno specchio ellittico con cornice in prismi di cristallo, disegnato da Max Ingrand negli anni Cinquanta (stima 11-12mila euro), una coppia di lampade da parete in cristallo molato e scalpellato dello stesso autore (9-10mila euro), una rara lampada da terra con vaso portafiori concepita da Pietro Chiesa negli anni Quaranta (17-20mila euro) e un elegante tavolo da salotto modello «2066», con base in ferro verniciato nero e piano in cristallo molato blu, disegnato da Max Ingrand e prodotto negli anni Cinquanta-Sessanta (3.200-3.500 euro).

Altro punto di forza della vendita, un gruppo di cinque vasi in vetro soffiato, pezzi unici dell’artista giapponese Yoichi Ohira, eseguiti magistralmente da Livio Serena e Giacomo Barbini a Murano tra il 2001 e il 2004: tra questi, un esemplare a canne blu decorato con murrine a forma di stella in vetro lattimo e con inclusioni a polveri e avventurina realizzato nel 2003 e stimato 8-12mila euro.

Importanti anche i vetri d’arte realizzati su disegno di Carlo Scarpa, Flavio Poli, Fulvio Bianconi ed Ercole Barovier. Il mondo della ceramica è rappresentato da due imponenti vasi di Pietro Melandri degli anni Cinquanta e dal monumentale «Atteone divorato dai cani», scultura a tutto tondo di Angelo Biancini del 1956 per la Società Ceramica di Laveno (6.500-7mila euro).

Tra i mobili indubbiamente da segnalare figurano l’elegante sedia a sdraio detta «Dondolino» disegnata nel 1959 da Franco Albini per Poggi (7-10mila euro) e lo specchio con cornice a pettine progettato da Ettore Sottsass per Santambrogio e De Berti (11-12mila euro), oltre a numerosi esemplari di Paolo Buffa e di Osvaldo Borsani.

Di quest’ultimo, un gruppo di arredi, scelti o creati per una residenza privata arredata tra il 1949 e il 1950, viene offerto in una vendita online organizzata dal 21 al 27 giugno, la prima dedicata al Design da Sotheby’s Milano: tra questi spicca un Mobile Bar del 1946 molto particolare, concepito come elemento divisorio, con tripla apertura, interni a specchio e dettagli in foglia d’oro, che utilizza meccanismi a contrappeso per i quali sono state adottate catene di biciclette (12-18mila euro).

Curve morbide e sobria eleganza caratterizzano anche il grande tavolo da pranzo ovale del 1944, sempre di Borsani, sormontato da un marmo di Candoglia, lo stesso marmo rosa del Duomo di Milano, con intarsi di foglie d'acero in marmo di alta fattura (10-15mila euro). Dalla fortunata collaborazione di Borsani con Lucio Fontana nasce uno dei top lot dell’asta: una ceramica dipinta blu e oro del 1954-55 adattata a illuminazione e stimata 50-100mila euro.

Da segnalare, inoltre, una poltrona del maestro razionalista Piero Bottoni del 1936 (8-10mila euro), una console con specchio di Gio Ponti e Pietro Chiesa del 1933 ca per Fontana Arte (8-12mila euro), un’elegante coppia di poltrone di Ico Parisi del 1952 (10-15mila euro), una lampada da terra di Gino Sarfatti del 1951 (18-24mila euro), una lampada da tavolo, «Proteo», disegnata nel 1967 da Gio Ponti e prodotta da Sagim in acciaio laccato e ottone (10-15mila euro), oltre a un’installazione luminosa di Ingo Maurer, «Heart Attack», realizzata su commissione tra il 1997 e il 1998 e stimata 15-20mila euro.

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