12 milioni di pezzi nella Certosa di Parma

Michelangelo Pistoletto, Autostoppista viola, s.d. (1970 ca), cm 230x125, collage su specchio applicato su alluminio
Stefano Luppi |

Un luogo d’arte, conosciuto per attività e le mostre, ma non visibile per il pubblico, che stupirà molti per l’ampiezza e la qualità dei materiali raccolti: è il Museo del Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma (Csac) che aprirà il 23 maggio presso la sede dell’Abbazia di Valserena (conosciuta anche come la Certosa di Parma), nella campagna parmense.
Il nuovo museo dello Csac, infatti, conserva il più esteso patrimonio visivo e progettuale oggi presente in Italia relativo al Novecento: si tratta di oltre 12 milioni di pezzi suddivisi in cinque sezioni dedicate ad arte (1.700 dipinti, 300 sculture, 17mila disegni), fotografia (oltre 300 fondi e più di 9 milioni di immagini), moda (70mila pezzi tra figurini, disegni, schizzi, abiti, riviste), progetti (un milione e mezzo di disegni, 800 maquette, 2mila oggetti) e media (7mila bozzetti di manifesti, 2mila manifesti
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© Riproduzione riservata Ettore Sottsass, Ceramica Yantra, 1969 Gian Franco Ferrè, collezione A-I, 1977-78 Man Ray, Femmes et Mode au Congo, serie 1941-1955 Paradigna (Parma), Abbazia Valserena, la sede Csac vista da Sud, 2002, foto di Paolo Rosselli (dettaglio) Emilio Tadini, Museo dell'uomo, donne che corrono in riva al mare, 1974
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