12 milioni di opere e 30 celle per gli studiosi

Stefano Luppi |

«Sarà il primo museo al mondo con all’interno una foresteria da 30 camere, in quelle che un tempo erano le celle dei monaci, a disposizione per ricercatori e docenti oltre che turisti», spiega Loris Borghi, rettore dell’Università di Parma (già preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia) e presidente del Centro Studi e Archivio della Comunicazione (www.csacparma.it). Lo Csac, fondato nel 1968 da Arturo Carlo Quintavalle e in seguito diretto da Gloria Bianchino (cfr. box qui sotto), dal 2007 ha sede nella Abbazia cistercense di Valserena, a pochi chilometri dalla città: la struttura, fino ad ora una sorta di magazzino di lusso per 12 milioni di pezzi suddivisi nelle sezioni di arte, fotografia, moda, progetto e spettacolo, da fine maggio è un museo a tutti gli effetti aperto al pubblico in maniera permanente (cfr. lo scorso numero, p. 2). La struttura è retta da un Consiglio direttivo nel quale figurano
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