«Politik II», 2020, di Andreas Gursky. © Andreas Gursky/VG Bild-Kunst, Bonn 2020. Cortesia Sprüth Magers

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«Politik II», 2020, di Andreas Gursky. © Andreas Gursky/VG Bild-Kunst, Bonn 2020. Cortesia Sprüth Magers

Dentro la pazza folla

La prima personale di Andreas Gursky a Lipsia, sua città natale

È la prima personale istituzionale nella sua città natale questa omonima «Andreas Gursky», che si tiene al Museum der bildenden Künste-MdbK fino al 22 agosto, resa possibile dal sostegno di Ostdeutsche Sparkassenstiftung e Sparkasse Leipzig col Förderverein del museo sassone.

Figlio d’arte (il padre Willy era fotografo pubblicitario così come il nonno Hans, un pioniere della disciplina) Andreas Gursky ha studiato fotografia all’Accademia d’Arte di Düsseldorf formandosi sotto la guida di maestri come Bernd e Hilla Becher.

Dalla sua opera omnia, che ad oggi conta oltre 200 lavori, il MdbK mette in mostra, su una superficie di 1.500 mq, circa 80 opere, fra cui 50 di grande formato. I soggetti sono quelli classici di Gursky: le sfaccettature del nostro mondo globalizzato, quindi i luoghi del lavoro e del tempo libero, il comportamento dei consumatori, i grandi eventi di massa, il tutto catturato in modo esasperatamente realistico e dettagliato, ma al contempo soggettivo, in composizioni tecnicamente e artisticamente inconfondibili.

In tal senso gioca un ruolo fondamentale la sua passione per la pittura astratta, che lo rende a sua volta artista, capace di catturare e dare forma a immagini che sono da un lato affollate e abbondanti, dall’altro ricche di pause spaziali. Questa retrospettiva, curata a quattro mani da Gursky e MdbK, presenta sia opere iconiche della sua produzione, come la celebre «99 Cent» (del 1999), sia lavori inediti.

«Politik II», 2020, di Andreas Gursky. © Andreas Gursky/VG Bild-Kunst, Bonn 2020. Cortesia Sprüth Magers

Francesca Petretto, 01 maggio 2021 | © Riproduzione riservata

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