«Idillio marino» (1944) di Alberto Savinio

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«Idillio marino» (1944) di Alberto Savinio

Venti artisti per Tornabuoni

Opere di artisti di assoluto rilievo del secolo scorso compongono un percorso eterogeneo nello spazio milanese della galleria 

Tornabuoni Arte ha aperto i suoi forzieri in occasione di miart e dell’Art Week e ne ha estratto 20 dipinti che presenta dal 9 aprile al 26 maggio, nella sua sede milanese di via Fatebenefratelli, nella mostra «20x20|venti capolavori per venti artisti». 

Cronologicamente il percorso si apre con Alberto Magnelli, qui con «Deux femmes», un’opera ancora figurativa del 1924-1928 che prelude alle sue successive ricerche astratte, e si chiude con una magnifica «delocazione» (2023) di un artista raffinato e segreto come Claudio Parmiggiani.

Fra i due estremi scorre gran parte della storia dell’arte degli ultimi cent’anni, rappresentata da figure chiave come Filippo de Pisis e Giorgio Morandi, presenti con due lavori degli anni ’30 (dei «Fiori» per il primo, un paesaggio per il secondo) accompagnati, sul fronte della grande astrazione, da «Communiqué» di Kandinskij, un’opera del 1936, di poco successiva dunque alla sua mostra milanese alla galleria milanese del Milione, che tanto incise sull’astrattismo italiano. 

C’è ovviamente Renato Guttuso, con una natura morta, e ci sono il grande Savinio, con un onirico dipinto del 1944, e il fratello Giorgio de Chirico con un «Trovatore» del 1968. Per la stagione dell’Informale è esemplare il «sacco» di Burri del 1953, affiancato da un «Concetto spaziale» del 1957 di Fontana e da «Superficie 106», 1954, di Capogrossi. C’è Piero Dorazio, maestro indiscusso dell’astrazione, e c’è Pino Pascali (di cui è in corso fino al 23 settembre un’importante retrospettiva in Fondazione Prada a Milano; cfr ....), qui con il precoce «Veliero», 1962. Per l’Arte Povera vanno in scena Alighiero Boetti, con un «Mimetico» del 1967, e Mario Ceroli, con uno dei suoi inconfondibili lavori lignei (1971).

Di Paolo Scheggi ecco un’«Intersuperficie curva bianca» del 1966; di Marina Apollonio un’interessante «Dinamica circolare decagono», 1970-2007, e poi il grande «mago» Gino De Dominicis, con un lavoro degli anni ’80; Carlo Mattioli con «Nel bosco», 1982, e Christo e Jeanne-Claude, con un progetto miliare nel loro lavoro di geniali «impacchettatori» di monumenti, «Wrapped Reichstag (Project for Berlin)», del 1986. Il ‘900 è servito! 



 

Ada Masoero, 10 aprile 2024 | © Riproduzione riservata

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