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Alessandro Giuli di fronte al «Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini» di Caravaggio esposto in Senato

Foto Emanuele A. Minerva. © Ministero della Cultura

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Alessandro Giuli di fronte al «Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini» di Caravaggio esposto in Senato

Foto Emanuele A. Minerva. © Ministero della Cultura

Un Caravaggio da 30 milioni in Senato: visibile con ingresso gratuito e senza prenotazione

Acquistato dallo Stato italiano lo scorso marzo, il «Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini» è esposto fino al 21 giugno nella Sala Capitolare di Palazzo della Minerva

Samantha De Martin

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Dopo l’«Ecce Homo» di Antonello da Messina e la Bibbia di Borso d’Este, dopo la mostra «Il volto delle donne», il Senato accoglie un’opera di Caravaggio. Si tratta del «Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini» acquistato dallo Stato italiano lo scorso marzo per 30 milioni di euro per essere assegnato alle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Palazzo Barberini, al fine di ricucire il legame storico e artistico con la committenza barberiniana e con il nucleo di opere caravaggesche, tra i più preziosi al mondo, custodito dalle Gallerie. «Il Ministero della Cultura, ha detto il ministro Alessandro Giuli, sta portando avanti una chiara strategia di valorizzazione del nostro straordinario patrimonio artistico. L’obiettivo è rendere più accessibili ai cittadini grandi opere d’arte, conosciute e studiate, spesso esposte in mostre temporanee o riprodotte nei testi specialistici, ma non sempre contestualizzate in modo permanente all’interno delle istituzioni museali. Il “Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini” si inserisce in questa visione della cultura come bene comune e come strumento di crescita della comunità».

Il dipinto, che ritrae il futuro papa Urbano VIII intorno ai trent’anni, nella veste di chierico della Camera Apostolica, in una fase determinante della sua ascesa al potere, è ospitato nella Sala Capitolare di Palazzo della Minerva a Roma nell’ambito delle celebrazioni per gli 80 anni della Repubblica. Da oggi, 28 maggio, fino al 21 giugno è esposto al pubblico con ingresso gratuito e senza prenotazione, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 20 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 18. Martedì 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica, è prevista un’apertura straordinaria dalle 10 alle 18. La mostra riallaccia un legame storico profondo con i luoghi del Senato. Durante gli anni romani Caravaggio risiedette infatti presso il cardinale Francesco Maria del Monte, che proprio a Palazzo Madama aveva dimora, frequentando l’area compresa tra piazza Madama, piazza Navona e San Luigi dei Francesi. Accanto alla tela sono richiamate, infatti, anche le fonti archivistiche che documentano la presenza del Merisi in questo contesto urbano e sociale.

Come ha dichiarato anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, «l’opera si impone con immediatezza, attraverso la sua forza espressiva, l’attualità e il sentimento che suscita. Si tratta di un’ulteriore conferma della straordinaria capacità dell’Italia, custode di un patrimonio immenso, di offrire a tutti un’eredità culturale che abbiamo il dovere di onorare e preservare». Il dipinto, nel quale Roberto Longhi aveva riconosciuto «uno dei momenti fondativi della ritrattistica moderna, una nuova intensità psicologica e una capacità di rappresentare la presenza viva del personaggio senza ricorrere a elementi retorici», era stato reso noto dallo stesso Longhi nel celebre articolo «Il vero “Maffeo Barberini” del Caravaggio», pubblicato su «Paragone» nel 1963. Da allora l’opera è stata ampiamente riconosciuta dalla critica appartenente al genio del Merisi.

Samantha De Martin, 28 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

Un Caravaggio da 30 milioni in Senato: visibile con ingresso gratuito e senza prenotazione | Samantha De Martin

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