Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Lucio Fontana, «Concetto spaziale, Attesa», 1968

© Fondazione Lucio Fontana, Milano

Image

Lucio Fontana, «Concetto spaziale, Attesa», 1968

© Fondazione Lucio Fontana, Milano

Tornabuoni riparte, ampliata e rinnovata, da Lucio Fontana

Il verso delle tele costituisce uno degli elementi distintivi del progetto, che evita il modello della retrospettiva tradizionale per indagare una dimensione meno visibile e più intima della ricerca dell’artista

Alessia De Michelis

Leggi i suoi articoli

Sarà Lucio Fontana a inaugurare il nuovo corso milanese di Tornabuoni Arte. Dal 10 novembre al 23 gennaio 2027, la sede di via Fatebenefratelli 36, ampliata e completamente rinnovata a trent’anni dalla sua apertura, ospiterà «Lucio Fontana. “Che splendida giornata…”», mostra curata da Luca Massimo Barbero e composta da trenta opere.

Al centro dell’esposizione è «Concetto spaziale, Attesa» del 1968, sul cui retro Fontana annotò a mano la frase «Che splendida giornata dopo tanta burrasca», da cui deriva il titolo della rassegna. Proprio il verso delle tele costituisce uno degli elementi distintivi del progetto, che evita il modello della retrospettiva tradizionale per indagare una dimensione meno visibile e più intima della ricerca dell’artista.

Dietro la radicalità delle celebri tele tagliate emergono infatti appunti, pensieri, frasi e impressioni: tracce del processo creativo che trasformano il retro delle opere in una sorta di diario privato. La mostra mette così in relazione la dimensione pubblica dell’icona con quella quotidiana e personale dell’artista.

Tra i nuclei più significativi figura «Concetto spaziale, Le Jour» del 1962, una delle più grandi tele dorate realizzate da Fontana. L’opera sarà presentata insieme al filmato della televisione belga che documenta l’artista mentre interviene sulla tela: un raro documento che restituisce al lavoro la componente fisica e performativa del gesto. Il percorso si conclude con «Concetto spaziale, La fine di Dio» del 1963. Esposta in una sala oscurata, la grande tela ovale invita a immergersi nella dimensione cosmica che attraversa l’intera ricerca di Fontana.

La scelta dell’artista non è casuale: Fontana è infatti profondamente legato alla storia della galleria e ha contribuito alla sua affermazione internazionale. «Abbiamo scelto di investire su Milano e di ripartire, come sempre nella nostra storia, da Lucio Fontana», dichiarano Ursula e Michele Casamonti. La nuova sede, raddoppiata negli spazi espositivi, riflette così una strategia che guarda alla galleria come centro di produzione culturale, capace di sviluppare mostre e progetti anche oltre i propri confini.

Alessia De Michelis, 25 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

Alessia De Michelis

Leggi i suoi articoli

Tornabuoni riparte, ampliata e rinnovata, da Lucio Fontana | Alessia De Michelis

Tornabuoni riparte, ampliata e rinnovata, da Lucio Fontana | Alessia De Michelis