L’installazione «Devotional Wallpaper and Placards» (2008-22) di Sonia Boyce nella Manchester Art Gallery nel 2018

Cortesia dell’artista e Manchester Art Gallery, Manchester. Foto: Mike Pollard. © Sonia Boyce, by Siae 2024

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L’installazione «Devotional Wallpaper and Placards» (2008-22) di Sonia Boyce nella Manchester Art Gallery nel 2018

Cortesia dell’artista e Manchester Art Gallery, Manchester. Foto: Mike Pollard. © Sonia Boyce, by Siae 2024

Sonia Boyce accompagnata dai canti degli Alpini

Alla videoinstallazione ambientale dell’artista afro-caraibica nel Palazzo della Ragione si affiancano progetti di altri artisti diffusi nelle aree verdi del territorio 

All’ultima Biennale di Venezia, nel 2022, il progetto per il Padiglione britannico «Feeling Her Way» dell’artista afro-caraibica Sonia Boyce (Londra, 1962) ha ricevuto il Leone d’Oro per la Migliore partecipazione nazionale. Ora l’artista, docente di Black Art and Design alla University of the Arts London e prima donna di colore eletta alla Royal Academy, dal 17 maggio al 22 settembre s’impossessa felicemente della Sala delle Capriate del Palazzo della Ragione con l’inedito progetto «Benevolence», realizzato con la direzione artistica di Lorenzo Giusti, direttore della GAMeC, affiancato da Sara Fumagalli e Marta Papini

Al centro del suo lavoro, da sempre fortemente politico, Boyce pone oggi anche un’intensa componente relazionale fondata sulla «memoria acustica», cui concorrono musica, suono, voce. Così è anche a Bergamo, dove l’artista, immergendosi nel territorio, ha guardato ai canti popolari, alle loro valenze sociologiche e antropologiche, alle emozioni benefiche generate dal canto collettivo «in momenti di ansia sociale», quando la voce umana diventa veicolo «dei nostri sentimenti [suscitando] una forma di tenerezza sociale». Ha scelto i canti degli Alpini della Prima guerra mondiale e i canti della Resistenza come «Bella Ciao», ormai simbolo mondiale di ogni resistenza, e li ha fatti interpretare, in un momento performativo realizzato nello scorso autunno in luoghi identitari come la Biblioteca Angelo Mai e l’antistante Piazza Vecchia, da studenti dell’Istituto superiore di studi musicali «Gaetano Donizetti» di Bergamo, ricavandone la toccante videoinstallazione ambientale destinata alla Sala delle Capriate. 

Formulata all’interno del progetto «Pensare come una montagna», motto dell’ecologo americano Aldo Leopold (dal suo libro A Sand County Almanac) che sottende l’intero programma della GAMeC per il biennio 2024-2025, la mostra «Benevolence» è accompagnata in questi mesi da altri progetti diffusi nelle aree verdi del territorio, antropizzate sin dalla preistoria, dalle Alpi Orobie, attraverso il Parco dei Colli di Bergamo, fino alle aree fluviali e agricole della Bassa Bergamasca: a Brembate, nell’oasi della Biodiversità, il 18 maggio l’artista argentina Mercedes Azpilicueta (La Plata, 1981) propone la performance partecipata «Que este mundo permanezca (Che questo mondo possa restare)»; dallo stesso giorno, a Castione della Presolana e Dalmine (con Fondazione Dalmine) sono presentate le opere «M’ama» e «V’arco» di Chiara Gambirasio (Bergamo, 1996), mentre a Bergamo, dal 17 maggio al 2 settembre, la GAMeC espone il lavoro sugli animali dell’artista e attivista tedesco-irachena Lin May Saeed (1973-2023) e, dalla stessa data, il progetto «Massi Erratici» di Studio Ossidiana con Frantoio Sociale (pensarecomeunamontagna.gamec.it).

«Landscape with ant hills» (2021) di Lin May Saeed. Foto: Wolfgang Günzel. Cortesia di Lin May Saeed Estate, Jacky Strenz, Francoforte sul Meno

Rendering di «Massi Erratici» di Studio Ossidiana

Ada Masoero, 15 maggio 2024 | © Riproduzione riservata

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Sonia Boyce accompagnata dai canti degli Alpini | Ada Masoero

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