«Fragment 5» (2024) di Sang A Han

Cortesia dell’artista e della Galleria Fumagalli

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«Fragment 5» (2024) di Sang A Han

Cortesia dell’artista e della Galleria Fumagalli

Sang A Han riscatta le arti tessili

Le sculture dell’artista coreana alla Galleria Fumagalli uniscono tradizione ed estro contemporaneo

L’artista coreana Sang A Han (Seoul, 1987), al suo debutto internazionale, presenta dal 23 maggio al 13 settembre nella Galleria Fumagalli un corpus di singolari sculture, alcune di grandi e grandissime dimensioni (fino a 3,50 metri di altezza), realizzate con tessuti di cotone cuciti e imbottiti, poi dipinti con l’inchiostro di china (Meok). In esse l’artista fonde la tradizione orientale della pittura a inchiostro con la pratica antica (e femminile) del cucito e del ricamo, dando vita a sculture «soffici» dalla simbologia ricca, stratificata e ancestrale, eppure di assoluta contemporaneità.

«Black Flame» è il titolo scelto dall’artista per la mostra (curata da Maria Vittoria Baravelli), perché il nerissimo Meok intride il tessuto e risale lungo le sue fibre come fosse una fiamma oscura, concentrandosi e diluendosi in sfumature diverse. E incorporando il tempo: se sulla carta il disseccamento dell’inchiostro è veloce, sul tessuto, invece, il tempo di asciugatura si dilata e si estende. Come spiega Sang A Han questo procedimento è, per lei, una sorta di metafora del «processo con cui il mio corpo trasforma le esperienze in memorie; il mio lavoro inizia dai ricordi, non quelli che si imprimono immediatamente nella mente, piuttosto le sensazioni che penetrano lentamente nelle mie fibre».

Inevitabile, una volta scelto il tessuto, il ricorso al cucito, che tuttavia porta in sé anche un carico di valenze storicamente legate al femminile. Al centro di ogni scultura, il corpo femminile (quello dell’artista), talora ibridato con fiori sensuali e carnosi come le orchidee e gli anthurium, o coronato da pistilli, oppure inginocchiato e intento a osservare una «pioggia» di stranianti fiamme nere.

Ma non mancano parti isolate del corpo («Fragments»), come le mani, colte nelle tradizionali posizioni delle «mudra» (dal sanscrito «gesti») con i palmi uniti o le dita atteggiate in speciali posizioni, secondo il dettato di quello che è considerato lo «yoga delle mani»: un universo di emozioni, quello evocato da Sang A Han, racchiuso in una dimensione intima ma al tempo stesso universale, perché afferente alla condizione dell’umano.

Ciò che più stupisce, però, sono le dimensioni di tanti di questi lavori: ancora una volta si tratta di una scelta precisa dell’artista, che attraverso la grande scala ha voluto veicolare un messaggio e regalare una dignità di «opera maggiore» a queste sculture, riscattandole dal ruolo di «minorità» cui le arti tessili sono state lungamente condannate.

«Void Pagoda 11» (2022) di Sang A Han. Cortesia dell’artista e della Galleria Fumagalli

Ada Masoero, 21 maggio 2024 | © Riproduzione riservata

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Sang A Han riscatta le arti tessili | Ada Masoero

Sang A Han riscatta le arti tessili | Ada Masoero