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Alla Manifattura Tabacchi di Firenze un racconto stratificato, in cui il paesaggio diventa luogo di memoria e riflessione sul tempo profondo e sulla fragilità degli ecosistemi d’alta quota
- Alessia De Michelis
- 26 marzo 2026
- 00’minuti di lettura
Una veduta della mostra «Luci d’alta quota. Lettera di un amore di quarant’anni su pellicola» alla Manifattura Tabacchi di Firenze
Foto: Bingyuan Lu
Quattro decenni di esplorazioni nell’area himalayana del fotografo Zhang Chaoyin
Alla Manifattura Tabacchi di Firenze un racconto stratificato, in cui il paesaggio diventa luogo di memoria e riflessione sul tempo profondo e sulla fragilità degli ecosistemi d’alta quota
- Alessia De Michelis
- 26 marzo 2026
- 00’minuti di lettura
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliAlla Manifattura Tabacchi di Firenze, negli spazi dell’Edificio B12, prende forma un dialogo visivo che attraversa geografie e generazioni, mettendo in relazione Alpi e Himalaya, Europa e Asia. È qui che si inserisce «Luci d’alta quota. Lettera di un amore di quarant’anni su pellicola», personale dedicata al fotografo Zhang Chaoyin, visitabile dal 26 marzo al 15 maggio.
Il percorso espositivo riunisce circa sessanta opere realizzate nell’arco di quattro decenni di esplorazioni nell’area himalayana, tra altopiani, ghiacciai e comunità locali. Ne emerge un racconto stratificato, in cui il paesaggio diventa luogo di memoria e riflessione sul tempo profondo e sulla fragilità degli ecosistemi d’alta quota. Centrale è la pratica dell’artista, che unisce rigore documentario e tensione poetica attraverso l’uso della pellicola analogica e della stampa al platino-palladio.
Accanto al nucleo principale, alcune opere del figlio Zhang Yuxiao introducono uno sguardo generazionale complementare, ampliando il confronto tra esperienza e contemporaneità. Una sezione è inoltre dedicata alla serie «Primavera, Estate, Autunno, Inverno», stampe su seta che evocano il ciclo naturale come metafora di continuità, creando un ponte tra tradizione orientale e cultura visiva occidentale.
Il percorso include anche la presentazione del monumentale volume Himalaya, progetto editoriale enciclopedico con oltre 3mila immagini, e un video che documenta il processo tecnico e umano alla base della ricerca di Zhang Chaoyin.
Curata da Guoyin Jiang e coordinata da Massimo Listri, la mostra nasce dalla collaborazione con Aria Art Gallery e si inserisce nel programma culturale della Manifattura Tabacchi, progetto di rigenerazione urbana che si configura come crocevia di linguaggi contemporanei. Come sottolineato dal co-ceo Michelangelo Giombini, l’iniziativa rafforza una visione della fotografia come strumento di conoscenza capace di attraversare tempo, spazio e sensibilità.