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Redazione
Leggi i suoi articoliChe cosa resta dell’Eros quando viene sottratto ai codici della seduzione, alle convenzioni sociali e alla semplice rappresentazione del desiderio? È da questa domanda che prende forma «Perla Vergine», il progetto di Perla che dal 3 al 24 ottobre arriva alla Fondazione Mazzoleni di Alzano Lombardo (Bg), dopo alcune anticipazioni a Londra, Milano e Roma. Una mostra che non vuole soltanto parlare del corpo, ma attraversarlo, utilizzandolo come strumento per interrogare la relazione con sé stessi, con l’altro e con il mondo.
Il titolo nasce dall’immagine di una perla ancora integra, non forata né lavorata: una condizione originaria che diventa metafora del desiderio prima che venga modellato da giudizi, tabù e aspettative. È proprio a questa possibilità di un Eros non addomesticato che Perla dedica la propria ricerca, mettendo in dialogo videoarte, fotografia, poesia e performance.
Nei suoi video, l’artista è insieme autrice e protagonista. In «Confessions of a Mask (c’mon now)», «Eros Dance», «Femdom (per un’ora d’amore)» e «Garden of Eden» il corpo diventa materia viva della ricerca, attraversato dal piacere e dalla vulnerabilità, ma anche dalle dinamiche di potere e dai conflitti che segnano le relazioni contemporanee.
Intorno a questa esperienza si costruiscono gli sguardi di tre fotografi. Max Cardelli, con «Anima», cerca ciò che nell’immagine va oltre la superficie; Enrico Fedrigoli, in «Vibrazione e Risveglio», trasforma il corpo attraverso il bianco e nero, la luce e la sovrapposizione delle immagini; Paola Francesca Barone, con «Viaggio nell’Inconscio», ne esplora invece la dimensione più intima e conoscitiva. Tre interpretazioni diverse che non documentano semplicemente il lavoro di Perla, ma diventano parte della stessa indagine sull’Eros.
A queste immagini si sovrappone la parola poetica di Gabriella Sartori, mentre l’introduzione di Milo Manara accompagna il progetto nella ricerca di una rappresentazione dell’erotismo capace di superare le differenze individuali e culturali. La curatela è di Simona Occioni.
Il percorso espositivo culmina nella performance «I gesti di Eros», in programma durante il vernissage del 3 ottobre alle ore 17: un’azione concepita come rituale contemporaneo, ispirata all’omonimo saggio di Paolo Bartolini e Chiara Mirabelli e accompagnata dai versi di Sartori.
Più che una mostra sul nudo o sulla sessualità, «Perla Vergine» si propone così come un viaggio dentro il significato del desiderio, alla ricerca di quella dimensione dell’Eros intesa come forza capace di mettere in relazione, generare e trasformare.
«I Gesti di Eros», 2024, ispirata all’omonimo saggio di Paolo Bartolini e Chiara Mirabelli. Foto Performance a Brera, 2024