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Giliberto Zorio, «Barca nuragica», 2020

Courtesy Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino. Foto Paolo Pellion

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Giliberto Zorio, «Barca nuragica», 2020

Courtesy Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino. Foto Paolo Pellion

Nuove commissioni e riallestimenti: il Castello di Rivoli rinnova la sua collezione

«Commissionare nuove opere e conservare il patrimonio sono due espressioni della stessa responsabilità pubblica», afferma il direttore Francesco Manacorda. Dal prossimo autunno il museo presenta un nuovo percorso espositivo e alcune novità

Alessia De Michelis

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Non una collezione come archivio del passato, ma come organismo in continua trasformazione. È questa la visione che guida la stagione autunnale del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, dove nuove commissioni, riallestimenti, acquisizioni e progetti educativi concorrono a ridefinire il ruolo del museo come luogo di produzione culturale.

«Commissionare nuove opere e conservare il patrimonio sono due espressioni della stessa responsabilità pubblica», afferma il direttore Francesco Manacorda, mentre la presidente Francesca Lavazza sottolinea come costruire una collezione significhi oggi mantenerla viva, rinnovandone costantemente il racconto e mettere il patrimonio «in relazione con le domande del presente attraverso nuove produzioni, riallestimenti e acquisizioni, ma anche saper far nascere una collezione, facendo da garante tra artista e istituzione, assumendosi la responsabilità di un bene pubblico e continuando, al tempo stesso, a disegnare nuovi percorsi».

Il programma comprende il progetto «Inserzioni», giunto alla terza edizione, che dal 25 settembre presenta nuove opere commissionate a Haris Epaminonda, Christelle Oyiri e Sung Tieu. Le tre artiste affrontano temi quali memoria, migrazioni, identità e architettura, trasformando gli spazi incompiuti del Castello in un laboratorio di ricerca sul presente.

Parallelamente, il museo avvia un importante riallestimento della collezione di Arte Povera, uno dei propri nuclei identitari. Il nuovo percorso dedica spazi autonomi ai protagonisti del movimento, da Alighiero Boetti a Michelangelo Pistoletto, da Jannis Kounellis a Giuseppe Penone, riaffermando il valore della conservazione come pratica attiva. Da ottobre entreranno inoltre in collezione una sala dedicata a Emilio Prini e, per la prima volta, un ambiente permanente per Carol Rama.

Tra i nuovi allestimenti figura anche uno focus dedicato a Giulio Paolini, che dapprima propone una selezione dei suoi lavori (tra cui «Contemplator enim» e «In esilio») e in un secondo momento, da ottobre, saranno accompagnate da alcuni esemplari della raccolta del collezionista Gino Viliani. «Paolini trasforma così la sala, dichiarano i curatori Marcella Beccaria e Andrea Viliani, in un meccanismo allestitivo e narrativo in cui riunire, come se fossero su un unico palcoscenico, luoghi, persone e ruoli diversi, quali lo studio dell’artista, la stanza della casa, la sala del museo, o l’autore, il collezionista, il curatore e il pubblico».

La dimensione educativa trova spazio nella nuova edizione del progetto espositivo «Il Castello Incantato» (da settembre), realizzato con il coinvolgimento di bambini e ragazzi: oltre a John Baldessari, William Kentridge, Otobong Nkanga e Paola Pivi, anche due ospiti speciali, Peter Friedl e Rivane Neuenschwander. Una sala sarà dedicata a Remo Salvadori, un omaggio all’artista recentemente scomparso. Completa il programma la presentazione delle opere vincitrici del Premio Piero Siena 2026 (Stefano Bernardi e Samira Mosca), con l’acquisizione in collezione del lavoro di Stefano Bernardi, confermando il Castello di Rivoli come museo in cui la collezione continua a generare futuro.

Alessia De Michelis, 14 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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