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Una mostra alla Fondazione Nicola Del Roscio restituisce la complessità di una delle figure più originali e cosmopolite della cultura contemporanea
- Alessia De Michelis
- 11 settembre 2026
- 00’minuti di lettura
Etel Adnan, «Untitled», 1980-90
Nell’opera di Etel Adnan parola e immagine si intrecciano costantemente
Una mostra alla Fondazione Nicola Del Roscio restituisce la complessità di una delle figure più originali e cosmopolite della cultura contemporanea
- Alessia De Michelis
- 11 settembre 2026
- 00’minuti di lettura
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliCirca 60 acquerelli e disegni su carta, alcuni leporelli e un arazzo monumentale raccontano a Roma l’universo di Etel Adnan, in una mostra alla Fondazione Nicola Del Roscio che restituisce la complessità di una delle figure più originali e cosmopolite della cultura contemporanea. Le opere, provenienti dal lascito dell’artista e per la maggior parte mai esposte, attraversano la sua ricerca dagli anni Sessanta e ne mettono in luce la straordinaria sensibilità cromatica.
Poetessa, scrittrice, saggista e pittrice, Adnan (Beirut, 1925-Parigi, 2021) ha costruito un’opera in cui parola e immagine si intrecciano costantemente. Il percorso espositivo ne sottolinea in particolare il ruolo di scrittrice, attraverso una selezione significativa delle sue pubblicazioni. Parlava arabo, turco, greco, inglese e francese e scriveva in inglese e francese, affrontando temi politici e civili e raggiungendo, attraverso numerose traduzioni, un pubblico internazionale.
La mostra accompagna la pubblicazione, prevista per ottobre, della prima edizione italiana di quattro suoi saggi, realizzata dalla Fondazione in collaborazione con Skira: Il prezzo dell'amore che non vogliamo pagare, Memorie di una giovinezza: diventare scrittrice in Libano, Presagio e Cronache dal tramonto dell’Impero Ottomano. La selezione è stata curata da Jonas Storsve, anche curatore della mostra, in collaborazione con Simone Fattal.
Nata a Beirut da madre greca originaria di Smirne e padre di Damasco, Adnan studiò alla Sorbona, a Berkeley e ad Harvard, insegnando poi filosofia in California. Nel 1972 tornò in Libano, dove incontrò Simone Fattal, sua compagna per quasi cinquant’anni. Le due si stabilirono infine a Parigi nei primi anni Duemila.
A lungo conosciuta soprattutto come autrice, Adnan ottenne un pieno riconoscimento nel campo delle arti visive con Documenta(13), nel 2012. Oggi le sue opere appartengono a importanti collezioni pubbliche internazionali, dal Centre Pompidou al MoMA, dalla Tate al Mathaf di Doha.
Etel Adnan, «Untitled», anni 1960