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Un’opera di Alberto Vettori

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Un’opera di Alberto Vettori

Nell’Ombra, l’arte contemporanea racconta il disordine del presente

Al Magazzino dei Formaggi dell’Ex Consorzio Agrario di Piacenza 15 artisti invitano lo spettatore a mettere in crisi i presupposti del «discorso comune» attraverso una deliberata rottura degli schemi

Un luogo abbandonato da oltre dieci anni, ancora impregnato degli odori della sua precedente funzione, diventa lo scenario di una riflessione sull’arte contemporanea e sul nostro tempo. È il Magazzino dei Formaggi dell’Ex Consorzio Agrario di Piacenza, in via Pennazzi, a ospitare dal 19 settembre al 10 ottobre la quarta edizione di «Nell’Ombra».

La configurazione «innaturale» degli spazi è parte integrante del progetto: opere, suoni e possibili proiezioni visive interagiranno con gli ambienti, trasformandoli in una singolare cassa armonica e proponendo una fruizione capace di intrecciare linguaggi differenti.

Sono 15 gli artisti selezionati, insieme al gruppo Dal buco della serratura e al collettivo Like Progect, accomunati non dall’uniformità delle poetiche, ma dalla loro capacità di contraddirsi, completarsi e generare nuove prospettive. Oscar Accorsi, Emanuele Baistrocchi, Piero Bandini, Claudio Bernardi, Elia Bonetti, Maura Canepa, Danillo Cassano, Antonella De Nisco, Dino Molinari, Pierluigi Montani, Stefano Prazzoli, Manuela Sassi, Mario Ugolotti, Alberto Vettori e Tommaso Villani costruiscono così una mappa volutamente discontinua, nella quale la diversità diventa valore.

L’obiettivo è anche pedagogico: l’arte come strumento di liberazione dai modelli convenzionali, dal conformismo e dalla massificazione. In un’epoca sempre più immersa nelle tematiche dell’Intelligenza Artificiale, la mostra invita a mettere in crisi i presupposti del «discorso comune» attraverso una deliberata rottura degli schemi.

Come scriveva Benedetto Croce, ogni opera d’arte è «un oggetto aperto a una infinità di degustazioni»: una sorgente inesauribile di esperienze e interpretazioni. E, secondo Henri Focillon, le relazioni tra le opere costituiscono «una metafora dell’universo». L’esposizione prova proprio a far emergere, attraverso il confronto tra linguaggi diversi, il racconto del disordine del presente.

La mostra è prodotta dall’Associazione TRALAVIAEMILIAELUEST, in collaborazione con TERREPADANE e Noncapovolgere Fluvius art. A cura di Pierluigi Montani e Mario Ugolotti.

Un’opera di Stefano Prazzoli

Redazione, 26 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

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