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Curato da Giuseppe Amedeo Arnesano, il progetto assume il ciclo vegetale come metafora di un processo di osservazione e apprendimento, rileggendo il paesaggio rurale salentino come un «giardino diffuso»: un ecosistema culturale in cui convivono memoria, lavoro umano, ecologie spontanee e architetture vernacolari.
- Cecilia Paccagnella
- 20 luglio 2026
- 00’minuti di lettura
Michele Guido, «giardino ideale project», 2016-26
Michele Guido protagonista del sesto volume di giardino project: il paesaggio agricolo come laboratorio di conoscenza
Curato da Giuseppe Amedeo Arnesano, il progetto assume il ciclo vegetale come metafora di un processo di osservazione e apprendimento, rileggendo il paesaggio rurale salentino come un «giardino diffuso»: un ecosistema culturale in cui convivono memoria, lavoro umano, ecologie spontanee e architetture vernacolari.
- Cecilia Paccagnella
- 20 luglio 2026
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Cecilia Paccagnella
Leggi i suoi articoliIl paesaggio agricolo come organismo vivente, luogo in cui botanica, archeologia, architettura rurale e pratiche artistiche contemporanee si intrecciano in un’unica esperienza di conoscenza. È questa la prospettiva che anima il Volume 6 di giardino project, intitolato «Seme • Pianta • Fiore • Frutto», dedicato alla ricerca di Michele Guido e in programma il 22 luglio a Bibliò, la biblioteca di comunità di Trepuzzi (Le), e il 25 luglio nell’antica masseria medievale di Torre Pinta, nei pressi di Otranto.
Curato da Giuseppe Amedeo Arnesano, il progetto assume il ciclo vegetale come metafora di un processo di osservazione e apprendimento, rileggendo il paesaggio rurale salentino come un «giardino diffuso»: un ecosistema culturale in cui convivono memoria, lavoro umano, ecologie spontanee e architetture vernacolari.
Al centro dell’edizione è la ricerca dell’artista che da anni indaga le relazioni tra botanica, archeobotanica ed ecologia, trasformando il territorio in uno spazio di sperimentazione estetica e critica. La sua pratica invita a riflettere sulla distanza crescente tra cibo e natura, sulla ripetizione del gesto agricolo e sulla possibilità di leggere il paesaggio come una grammatica sensibile.
Il primo appuntamento proporrà un confronto pubblico con Beatrice Merz, Giulia Turconi, Giacomo Fronzi, Maria Giovanna Mancini e la giornalista Lara Gigante, oltre alla presentazione del volume Flower Power. Storie politiche di fiori e giardini dall’Asia di Ilaria Maria Sala. Il secondo incontro sarà invece dedicato all’esplorazione del rapporto tra archeologia e paesaggio attraverso gli interventi di Francesco Del Sole e Lorenzo Paiano.
Entrambe le giornate si concluderanno con performance sonore site specific: Roberto Laterza (iii), tra elettronica sperimentale e live coding, e Alessandro Chieppa, autore di composizioni immersive costruite su droni, microvariazioni e stratificazioni temporali, estenderanno la riflessione sul paesaggio al dominio dell'ascolto.