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Daria Berro
Leggi i suoi articoliRappresentazioni grafiche di una funzione matematica o dei valori che caratterizzano l’andamento di un fenomeno, secondo la definizione che ne dà il dizionario, i diagrammi sono dispositivi utili per organizzare le conoscenze, svelare connessioni nascoste e rendere comprensibili idee complesse. Attraverso diverse discipline, dall’astronomia, alla religione alla storia, la rappresentazione di dati ha da sempre plasmato la nostra percezione del mondo, collegando fatti e interpretazioni. Il diagramma, ci ricorda Rem Koolhaas, «è uno strumento che esiste da sempre. Per esempio, nelle prime fasi della nostra ricerca abbiamo trovato diagrammi tridimensionali realizzati in Sudafrica intorno al 40.000 a.C. e mappe della costa della Groenlandia intagliate nel legno sull’isola di Ammassalik. Questo dimostra che è una forma durevole di comunicazione che si adatta a qualunque medium esista in un dato momento. E a prescindere dal medium, il diagramma assolve sempre funzioni didattiche (spiegazione) o suggestive (persuasione). In questo senso, non solo esiste di default in qualunque nuovo medium, ma è applicabile a qualunque ambito della vita umana: la moda, la religione, come anche la storia delle diseguaglianze sociali possono essere tutte interpretate in forma di diagramma. Apprezzo profondamente questa interdisciplinarità del diagramma, il suo attributo invariabile ovvero il fatto di essere indipendente dal linguaggio (le parole) lo rende una delle forme più efficaci di rappresentazione». Basato su una ricerca condotta da Fondazione Prada in collaborazione con Rem Koolhaas e Giulio Margheri, associate architect di OMA, la mostra «Diagrams: A Project by AMO/OMA» dopo essere stata ospitata nel 2025 a Ca’ Corner della Regina, è ora allestita dal 14 marzo al 21 giugno 2026 negli spazi di Prada Rong Zhai a Shanghai, residenza storica del 2018 restaurata e riaperta dalla casa di moda nel 2017.
Attraverso oltre centocinquanta materiali, tra documenti, pubblicazioni, immagini digitali e video, che spaziano dal XII al XXI secolo e tra contesti culturali e geografici, il percorso espositivo mette in luce la sorprendente continuità e adattabilità del diagramma quale strumento di interpretazione (e trasformazione) del reale. Lungi dall’essere un mero dispositivo illustrativo, emerge come un linguaggio autonomo, capace di sintetizzare complessità, orientare la comprensione e, non di rado, esercitare una funzione persuasiva.
L’allestimento, articolato secondo cinque nuclei tematici (Ambiente costruito, Corpo, Risorse, Verità e Valore) riflette le tensioni e le priorità del mondo contemporaneo, offrendo al contempo una lettura diacronica delle modalità con cui l’uomo ha tentato di ordinare e comprendere la realtà. È significativa la compresenza di testimonianze eterogenee: dalle tavole enciclopediche del Sancai Tuhui della dinastia Ming, 1368-1644, tra i primi progetti di enciclopedia illustrata in Cina (106 volumi compilati dagli studiosi Wang Qi e Wang Siyi, padre e figlio), visibili nella sala da ballo della residenza, alle sofisticate infografiche del sociologo afroamericano W.E.B. Du Bois, noto per gli studi sulle comunità afroamericane negli Stati Uniti tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento (i grafici realizzati per la mostra «The Exhibit of American Negroes» all’Esposizione Universale di Parigi del 1900 costituiscono il riferimento iniziale per esplorare il potere comunicativo delle rappresentazioni grafiche e il loro potenziale di indagine sociale), fino alle più recenti visualizzazioni digitali legate alle questioni ambientali e urbane. La sezione dedicata all’Ambiente costruito indaga queste funzioni attraverso esempi quali il Diagramma di difesa Gansu-il Muro cinese (1507-67) e City of Exacerbated Difference (2001) di OMA. Il primo illustra la difesa militare del Comando della guarnigione di Gansu in epoca Ming attraverso una rete di fortificazioni che si estendeva da est a ovest, mentre il secondo individua i modelli accelerati e irregolari di urbanizzazione nel delta del Fiume delle Perle all’inizio degli anni Duemila. Il diagramma considera i casi di Hong Kong, Shenzhen, Guangzhou (Canton) e di altre città in rapida espansione.Il delta è diventato un epicentro dell’urbanizzazione in Asia, dando vita a quella che Koolhaas descrive come una «città di disparità esacerbate». I diagrammi sono anche strumenti pratici per analizzare e controllare le attività, nonché per gestire il consumo energetico e proteggere dall’impatto degli agenti atmosferici. Con la crescente preoccupazione per la salvaguardia dell’ambiente, tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo, gli studi si sono concentrati sempre più sulla sostenibilità, sull’efficienza delle risorse e sulla consapevolezza ecologica nei progetti architettonici. La sezione include opere digitali e video di studi internazionali come Arup, Atmos Lab, Transsolar e l’architetto Philippe Rahm che analizzano ricerche recenti o ancora in corso sul clima e sull’efficienza energetica nell’architettura.
Tra i lavori presentati nella sezione dedicata al Corpo è incluso il Neijing Tu (1886), una mappa taoista a colori del «Paesaggio interiore» che descrive il corpo umano come un microcosmo. Nel suo simbolismo anatomico, la spina dorsale è raffigurata come una montagna, gli organi hanno le sembianze di figure mitologiche. I diagrammi possono essere utilizzati come struttura visiva per tracciare la circolazione e la gestione dei materiali e della forza lavoro.Queste funzioni sono approfondite nella sezione Risorse, che si estende dai primi studi sulle origini e sui flussi di merci, fino all’impiego militare del capitale umano e alla più recente mappatura delle risorse rinnovabili, con un approfondimento sulla produzione, il consumo e lo spreco di cibo.
Nella sezione Verità è esposto il Triangolo di Yang Hui, la prima rappresentazione del triangolo di Pascal (1654), una matrice triangolare di coefficienti binomiali. Pubblicato in Cina nell’Analisi dettagliata dei nove capitoli sull’arte matematica (1261) di Yang Hui, il grafico rimane una delle rappresentazioni più significative dei principi matematici nella storia cinese.
In questa costellazione di esempi, il diagramma è dunque uno strumento tanto analitico quanto immaginativo: non si limita infatti a registrare dati, ma li struttura, li gerarchizza e li trasforma in narrazione visiva, influenzando la percezione collettiva di fenomeni complessi quali l’urbanizzazione, le disuguaglianze sociali o i flussi economici. La sua apparente neutralità si rivela dunque ambigua: ogni diagramma implica una scelta, un punto di vista, una costruzione di senso.
È proprio questa ambivalenza a costituire il fulcro critico della mostra. In un’epoca dominata dalla proliferazione di dati e dalla loro incessante visualizzazione, «Diagrams» invita a una rinnovata consapevolezza nei confronti degli strumenti che mediano la nostra comprensione del mondo. Interrogare i diagrammi significa, in ultima analisi, interrogare i processi stessi attraverso cui il sapere viene prodotto, trasmesso e legittimato.
Prada Rong Zhai a Shanghai. Foto Alessandro Wang, Courtesy Prada