Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Chantal Pinzi, «Noura cerca di tenere sotto controllo il cavallo dopo aver sparato: è questa la parte più pericolosa dello spettacolo. I cavalieri rischiano di ferirsi a causa della polvere da sparo o di cadere e di essere calpestati. Sidi Rahal, Marocco, 8 agosto 2025» dalla serie «Farīsāt: Gunpowder’s Daughters»

© Chantal Pinzi, Panos Pictures

Image

Chantal Pinzi, «Noura cerca di tenere sotto controllo il cavallo dopo aver sparato: è questa la parte più pericolosa dello spettacolo. I cavalieri rischiano di ferirsi a causa della polvere da sparo o di cadere e di essere calpestati. Sidi Rahal, Marocco, 8 agosto 2025» dalla serie «Farīsāt: Gunpowder’s Daughters»

© Chantal Pinzi, Panos Pictures

L’itinerante mostra annuale «World Press Photo» troverà spazio a Roma, nel Palazzo delle Esposizioni

Nell’edizione di quest’anno Chantal Pinzi è l’unica fotografa italiana, con il progetto «Farīsāt: Gunpowder’s Daughters», ideato per raccontare le donne che sfidano una tradizione equestre marocchina storicamente maschile, rivendicando il proprio spazio nella cultura del Paese

A Roma, nel Palazzo delle Esposizioni, dal 7 maggio al 29 giugno sarà possibile ammirare le immagini del World Press Photo 2026. Chantal Pinzi è l’unica fotografa italiana, con il progetto «Farīsāt: Gunpowder’s Daughters», ideato per raccontare le donne che sfidano una tradizione equestre marocchina storicamente maschile, rivendicando il proprio spazio nella cultura del Paese.

La direttrice generale del World Press Photo, Joumana El Zein Khoury, sottolinea la filosofia del premio: «Ho un assoluto rispetto per la profondità del processo che sta dietro ogni storia che premiamo. Credo che l’intenzionalità della giuria sia la fonte della fiducia che il pubblico ripone nel World Press Photo».

Sono 57.376 le immagini presentate da 3.747 fotografi provenienti da 141 nazioni. Quest’anno, 31 dei 42 vincitori sono originari dei luoghi che hanno raccontato nei loro lavori. Rispetto all’edizione 2025, si è registrato un aumento dell’11% dei partecipanti dal Sud America e del 14% dall’area Asia-Pacifico e Oceania. Inoltre, «le fotografe e le persone non binarie rappresentano il 22% dei partecipanti, a conferma di una crescita costante più inclusiva da quando è stato introdotto il modello per aree geografiche».

Le storie premiate saranno presentate a milioni di visitatori nell’ambito della mostra itinerante annuale «World Press Photo», ospitata in oltre 60 sedi in tutto il mondo. Raggiungeranno un pubblico ancora più ampio attraverso le piattaforme online. I vincitori sono stati selezionati in una prima fase da sei giurie indipendenti, una per ciascuna area geografica, e successivamente da una giuria globale composta dai presidenti di ciascuna giuria e dal presidente della giuria globale. Presidente della giuria globale 2026 è Kira Pollack, ricercatrice presso l’Harvard Shorenstein Center, che si occupa di innovazione negli archivi attraverso le tecnologie emergenti. In precedenza ha ricoperto ruoli di leadership presso il «Time», «Vanity Fair» e «The New York Times Magazine». Per Pollack «questo è un momento cruciale per la democrazia, per la verità, per ciò che noi, come società, siamo disposti a vedere e a denunciare, e ciò che siamo disposti a ignorare. I fotografi qui riconosciuti hanno fatto la loro parte. Hanno creato una testimonianza. Ora tocca a noi guardarla».

Giovedì 23 aprile verranno annunciati online e durante una conferenza stampa dal vivo la «World Press Photo of the Year» e i due finalisti, in occasione dell’apertura della mostra principale «World Press Photo Exhibition 2026» ad Amsterdam, presso De Nieuwe Kerk. Il catalogo annuale da collezione, il World Press Photo Yearbook 2026, che presenta le fotografie e le storie premiate, sarà disponibile per l’acquisto all’inizio di maggio e sarà pubblicato in sei lingue: in olandese, inglese, francese, tedesco, italiano e spagnolo. La versione in italiano, edita da Marsilio Arte, sarà disponibile dal 22 maggio.

Gianfranco Ferroni, 13 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

L’itinerante mostra annuale «World Press Photo» troverà spazio a Roma, nel Palazzo delle Esposizioni | Gianfranco Ferroni

L’itinerante mostra annuale «World Press Photo» troverà spazio a Roma, nel Palazzo delle Esposizioni | Gianfranco Ferroni