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Leonor Fini, «Autoritratto», 1968, Trieste, Civico Museo Revoltella

Courtesy Trieste, Civico Museo Revoltella

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Leonor Fini, «Autoritratto», 1968, Trieste, Civico Museo Revoltella

Courtesy Trieste, Civico Museo Revoltella

Le cinque donne dell’avanguardia artistica di Trieste

Un viaggio attraverso la visione di cinque donne rivoluzionarie, che nel Novecento hanno prodotto contributi inestimabili per le avanguardie visive e tessili, raccontati con oltre 200 oggetti in mostra da Magazzino 26

Un’estesa mostra celebra l’«Arte triestina al femminile» dopo il successo dell’esposizione a Bruxelles. Cinque le figure protagoniste: Leonor Fini, Maria Lupieri, Maria Melan, Anita Pittoni e Miela Reina. Sono loro a raccontare la forza creativa e innovativa della presenza femminile nella Trieste del Novecento, città internazionale e culturalmente vivace. Il percorso espositivo è allestito al Magazzino 26 del Polo museale del Porto Vecchio di Trieste dal 24 luglio al 27 settembre, con ideazione, curatela e allestimento di Marianna Accerboni. Riunisce dipinti, disegni e installazioni, insieme a bozzetti teatrali e di moda e ceramiche. Il contesto cittadino e le vicende personali delle artiste sono ricostruiti attraverso fotografie storiche, lettere, documenti, libri, abiti, accessori, profumi, gioielli e oggetti. In tutto sono esposti oltre duecento pezzi, molti inediti, rari e poco noti, provenienti in gran parte da collezioni pubbliche e private triestine. 

A unire le cinque artiste è Trieste: sospesa tra pensiero mitteleuropeo e suggestioni italiane, rappresentò nel primo Novecento e tra le due guerre un colto milieu internazionale e d’avanguardia, humus ideale per la loro formazione. A ogni artista è dedicata una sezione specifica della mostra, che ripercorre l’evoluzione della sua pratica creativa. Leonor Fini (Buenos Aires, 1907 – Parigi, 1986) rimase così legata a Trieste da affermare: «Tutto il mio mondo, il mio vocabolario pittorico era lì, già scritto in quella città». Di Fini sono presenti opere legate al fondamentale periodo di formazione a Trieste, dove visse dal 1908 al 1931 prima di trasferirsi in Francia. Antesignana sotto diversi aspetti, attraverso l’arte del travestimento anticipò un uso del corpo che avrebbe caratterizzato molta arte successiva. Trieste le ha dedicato un giardino, la biblioteca della scuola che frequentò da adolescente e una sala dello stesso Magazzino 26 del Porto Vecchio. Maria Lupieri (Trieste, 1901 – Roma, 1961) si avvicinò in particolare al Futurismo e nel 1931 partecipò alla mostra «Aeropittura futurista». Le altre protagoniste sono Maria Melan (Gorizia, 1923 – Bruxelles, 2023), fondatrice nel 1987 del Gruppo Immagine, e la designer di moda Anita Pittoni (Trieste, 1901 – 1982). A una generazione successiva appartiene Miela Reina (Trieste, 1935 – Udine, 1972), della quale è stato recentemente istituito l’Archivio, che conserva un ampio nucleo di opere, testimonianze e documenti. La mostra arriva a Trieste dopo l’esposizione del 2024 all’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, dove ha ottenuto un importante successo di pubblico e critica. All’inaugurazione il 23 luglio le opere esposte saranno interpretate da un intervento live del flautista d'avanguardia Roberto Fabbriciani, mentre il programma di eventi nel corso della mostra include la presentazione di un libro e un profumo dedicati a Fini.

Mariella Rossi, 23 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

Mariella Rossi

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