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L’esposizione, già presentata con successo nel 2024, trova nel Museo Diocesano un nuovo allestimento. Un omaggio alla scienziata che ha cambiato il nostro modo di guardare la natura e alle donne che, seguendone l’esempio, continuano a dimostrare che la speranza non è un’astrazione, ma una pratica quotidiana di responsabilità
- Alessia De Michelis
- 19 febbraio 2026
- 00’minuti di lettura
© Jane Goodall. Courtesy of Vital Impacts
L’arte come alleata della conservazione ambientale: a Cremona il tributo a Jane Goodall
L’esposizione, già presentata con successo nel 2024, trova nel Museo Diocesano un nuovo allestimento. Un omaggio alla scienziata che ha cambiato il nostro modo di guardare la natura e alle donne che, seguendone l’esempio, continuano a dimostrare che la speranza non è un’astrazione, ma una pratica quotidiana di responsabilità
- Alessia De Michelis
- 19 febbraio 2026
- 00’minuti di lettura
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliDal 2010, a Lodi, il Festival della Fotografia Etica lavora con un obiettivo preciso: fare della fotografia uno strumento di consapevolezza e azione. Sotto la direzione di Alberto Prina, il festival ha ampliato il proprio raggio attraverso il Travelling Festival, portando in Italia e in Europa progetti capaci di interrogare il presente. Tra questi, «The Nature of Hope-Un tributo a Jane Goodall e alle donne che ha ispirato», dal 7 marzo al 17 maggio ospitata al Museo Diocesano di Cremona.
L’esposizione, già presentata con successo nel 2024, trova in questa sede un nuovo allestimento, pensato dalla curatrice Laura Covelli per dialogare con gli spazi museali. Realizzata in collaborazione con Vital Impacts, organizzazione non profit guidata da donne, la mostra riafferma il ruolo dell’arte come alleata concreta della conservazione ambientale.
Il percorso si articola attorno alle immagini di Michael «Nick» Nichols, storico fotografo del National Geographic, che per decenni ha seguito Jane Goodall nel Gombe Stream National Park. I suoi scatti, divenuti iconici, restituiscono non solo il rigore scientifico delle ricerche sugli scimpanzé, ma anche la dimensione intima e spirituale di un rapporto che ha ridefinito il confine tra umano e animale.
Accanto a Nichols emerge lo sguardo di Ami Vitale, fondatrice di Vital Impacts e da poco vincitrice dell’Explorers at Large del National Geographic. Le sue immagini, dai rinoceronti bianchi settentrionali ai progetti comunitari per la tutela degli elefanti, trasformano la denuncia in racconto di resilienza, cercando nella fragilità del pianeta una possibilità di rinascita.
«The Nature of Hope» si configura così come una narrazione corale, omaggio alla scienziata che ha cambiato il nostro modo di guardare la natura e alle donne che, seguendone l’esempio, continuano a dimostrare che la speranza non è un’astrazione, ma una pratica quotidiana di responsabilità.