Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Giovanni Boldini, «La signora in rosa», 1916, Ferrara, Museo Giovanni Boldini (particolare)

Image

Giovanni Boldini, «La signora in rosa», 1916, Ferrara, Museo Giovanni Boldini (particolare)

La signora in rosa di Boldini sfila nelle sale delle Gallerie d’Italia-Milano

L’opera, in prestito dal Museo Giovanni Boldini di Ferrara, sarà fruibile fino al 10 gennaio 2027. Uno scambio temporaneo con «Meriggio. Officine a porta Romana» di Umberto Boccioni, parte delle Collezioni Intesa Sanpaolo 

Due opere, due città e un dialogo tra collezioni pubbliche e prestiti: mentre a Ferrara Palazzo dei Diamanti accoglie Umberto Boccioni, a Milano le Gallerie d’Italia espongono un importante ritratto di Giovanni Boldini.

Nell’ambito della mostra «Da Monet a Van Gogh a Kandinsky. Nuovi sguardi sulla natura e la modernità», Palazzo dei Diamanti presenta infatti «Meriggio. Officine a porta Romana» (1909-10) di Boccioni, proveniente dalle Collezioni Intesa Sanpaolo e concesso in prestito dalle Gallerie d’Italia.

Fino al 10 gennaio 2027 a Milano soggiornerà invece «La signora in rosa», noto anche come «Ritratto di Olivia de Subercaseaux Concha», dipinto da Boldini nel 1916 e conservato al Museo Giovanni Boldini. L’opera è giunta nelle collezioni ferraresi nel 1974, con l’acquisto del corpus appartenuto a Emilia Cardona, vedova dell’artista.

L’identità della donna ritratta fu indicata dalla stessa Cardona come quella di Olivia de Subercaseaux Concha, appartenente a una famiglia cilena della quale Boldini fu ritrattista prediletto a partire dal 1887. La conferma arrivò nel 2013, quando il figlio della donna, Mariano de Fontecilla de Santiago Concha, riconobbe il dipinto durante una mostra dedicata all’artista a Firenze.

Il ritratto testimonia la svolta della tarda maturità di Boldini: pennellate ampie e vigorose, cromie più accese e una particolare attenzione alla resa dei tessuti preziosi definiscono una pittura dinamica, capace di unire eleganza e naturalezza. Anche per questo «La signora in rosa» è considerata una delle opere più significative dell’ultima fase dell’artista, quando il suo linguaggio appare sorprendentemente moderno rispetto alla sua epoca.

Il prestito milanese e quello ferrarese costruiscono così un reciproco scambio tra istituzioni, portando temporaneamente le opere fuori dalle loro sedi abituali e offrendo nuovi contesti di lettura per due protagonisti della pittura italiana tra Otto e Novecento.

Giovanni Boldini, «La signora in rosa», 1916, Ferrara, Museo Giovanni Boldini

Redazione, 02 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

La signora in rosa di Boldini sfila nelle sale delle Gallerie d’Italia-Milano | Redazione

La signora in rosa di Boldini sfila nelle sale delle Gallerie d’Italia-Milano | Redazione