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Cai Guo-Qiang, «Radiance of Spring», 2026 per il Normandie Impressionniste Festival

Courtesy Cai Studio

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Cai Guo-Qiang, «Radiance of Spring», 2026 per il Normandie Impressionniste Festival

Courtesy Cai Studio

La sesta edizione del Festival Normandie Impressioniste celebra Claude Monet

Nel centenario della morte del padre dell’Impressionismo, il festival presenta 73 progetti che interrogano il presente attraverso la sua eredità 

Luana De Micco

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Il 2026 è l’anno del centenario della scomparsa di Claude Monet, morto il 5 dicembre 1926 a 86 anni nella sua casa di Giverny, in Normandia. La sesta edizione del Festival Normandie Impressioniste, che si svolge dalla primavera all’autunno in diversi luoghi della regione che tanto ispirò il pittore padre dell’Impressionismo, nasce quindi come omaggio a Monet. La rassegna non affronta tuttavia l’anniversario in chiave puramente commemorativa, ma come occasione per interrogare il presente attraverso l’eredità artistica del maestro: «Monet ha proiettato la storia dell’arte verso la modernità e l’astrazione, osserva il direttore artistico Philippe Platel. Senza quel grande salto nell’avventura astratta delle “Ninfee”, come sarebbero potuti emergere artisti come Joan Mitchell e Jackson Pollock, e più tardi Sean Scully, David Hockney e Oliver Beer?». L’arte contemporanea attraversa tutta la programmazione, sul tema «Un possible jardin»: «Le questioni sollevate dall’arte contemporanea sul nostro rapporto con la natura, sull’ecologia, trovano un’eco nel XIX secolo, spiega ancora Platel. Come gli artisti impressionisti osservavano la rivoluzione industriale, così i contemporanei si trovano di fronte una nuova rivoluzione, tecnologica e digitale. Lo sguardo che portano su queste due rivoluzioni gemelle è illuminante. C’è tuttavia una profonda differenza: quella dell’Ottocento affascinava gli artisti, un mondo nuovo si apriva a loro e le loro sperimentazioni erano alimentate da uno slancio verso il futuro. La rivoluzione che anima gli artisti oggi invece è accompagnata d’angoscia». 

Seguendo il corso della Senna, tra Le Havre e Rouen, Honfleur e Vernon, il Festival propone 73 progetti. La scena asiatica è molto presente. Platel ricorda che lo stesso Monet diceva: «Devo tanto al Giappone». A Honfleur, Fujiko Nakaya installa la sua scultura di nebbia nel Jardin des Personnalités, una nube artificiale e mutevole d’acqua che dialoga con la luce cara a Monet e con la memoria di Eugène Boudin (29 maggio-27 settembre). A Rouen, Mika Ninagawa firma la nuova proiezione monumentale sulla facciata della cattedrale gotica della città, pensata a partire dalle stampe giapponesi collezionate da Monet (29 maggio-27 settembre). Cai Guo-Qiang interviene all’abbazia di Mont Saint-Michel esponendo dipinti realizzati con polvere da sparo ispirati al giardino di Monet (29 maggio-31 agosto) e a Vernon con uno spettacolo pirotecnico diurno di nuvole colorate e fiori effimeri. Il MuMa-Musée d’art moderne André Malraux di Le Havre espone per la prima volta in Francia «Water Lilies», le ninfee di Lego di Ai Weiwei, due grandi pannelli composti da 650mila mattoncini (5 giugno-27 settembre). Nelle stesse date, il museo propone la mostra «Monet a Le Havre» che, sulla base di molti documenti d’archivio, ricostruisce il rapporto tra il pittore e la città portuale dove, nel 1872, nacque «Impressione, levar del sole», il dipinto che dette il nome al movimento. Per la scena europea, il duo olandese Drift presenta l’installazione «Meadow», un giardino di fiori luminosi sospeso nella chiesa Sainte-Croix-des-Pelletiers di Rouen (29 maggio-27 settembre). Il rapporto tra naturale e artificiale ritorna nell’installazione di Diana Scherer per la chiesa Saint-Nicolas di Caen dove, tra le mani dell’artista tedesca, le radici diventano una «forma di scrittura» (29 maggio-27 settembre). Tra gli artisti francesi, Jacques Perconte firma un doppio intervento al museo Michel Ciry di Varengeville-sur-Mer con le immagini digitali, ispirati ai giardini della Normandia, di «À fleur de forêt» (16 maggio-1 novembre) e nella stazione di Rouen dove un video immersivo monumentale accoglie i viaggiatori (1 luglio-31 agosto). Al Musée Blanche Hoschedé-Monet di Vernon, Lionel Sabatté propone un’originale «immersione organica» nel lago delle ninfee di Giverny, presentando una nuova serie di dipinti realizzati con il limo raccolto nel lago trasformato in pigmento. Il festival accoglie anche gli scatti poeticamente sfocati della serie «D’après nature» di Sarah Moon esposti tra il Centre photographique e il Jardin des Plantes di Rouen (30 maggio-26 settembre); le installazioni video dedicate all’acqua e alle ninfee di Ange Leccia all’abbazia Saint-Georges di Boscherville (30 maggio-30 settembre); e le impalpabili ninfee in rete metallica di Daniela Capaccioli nei giardini del Musée Nicolas Poussin di Les Andelys (6 giugno-27 settembre). Fa parte del percorso anche la mostra «Sotto la pioggia» del Musée des Beaux-Arts di Rouen che, fino al 20 settembre, espone 150 opere di Monet, Pissarro, Caillebotte, Sérurier.

Jacques Perconte, «À fleur de forêt, Varengeville, musée Michel Ciry», 2026

Luana De Micco, 27 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

La sesta edizione del Festival Normandie Impressioniste celebra Claude Monet | Luana De Micco

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