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Tra le novità del 2026, la scelta di affiancare alla direzione artistica un team curatoriale composto da Valeria Mancinelli, Gioele Melandri, Gianluca Ranzi e Saverio Verini, con l’obiettivo di costruire un racconto corale e moltiplicare le prospettive critiche
- Alessia De Michelis
- 26 febbraio 2026
- 00’minuti di lettura
Una veduta di Cremona Contemporanea | Art Week 2024
Foto Chico Ercoli Rossetti
La quarta edizione di Cremona Contemporanea ampia le proprie vedute
Tra le novità del 2026, la scelta di affiancare alla direzione artistica un team curatoriale composto da Valeria Mancinelli, Gioele Melandri, Gianluca Ranzi e Saverio Verini, con l’obiettivo di costruire un racconto corale e moltiplicare le prospettive critiche
- Alessia De Michelis
- 26 febbraio 2026
- 00’minuti di lettura
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliGiunta alla quarta edizione, Cremona Contemporanea consolida un percorso che in pochi anni ha saputo affermarsi come uno degli appuntamenti di riferimento per le arti visive in Italia. Il progetto, realizzato da Not Titled Yet con la direzione artistica di Rossella Farinotti e promosso dal Comune di Cremona con il sostegno di Regione Lombardia, prosegue il proprio cammino rafforzando una visione che intreccia contemporaneo e patrimonio storico.
«Dopo aver concluso il ciclo del primo triennio della rassegna Cremona Contemporanea con straordinari successi e soddisfazioni, il progetto prosegue mantenendo saldo il suo valore identitario e la forte qualità nel dialogo tra artista e luogo, commenta la direttrice artistica. Questa quarta edizione si modifica ampliando le vedute, collaborando e includendo nuove visioni. Proprio per questo abbiamo invitato a collaborare curatori, che, con le loro intuizioni e mediazioni, presenteranno nuove estetiche e letture del contesto della città di Cremona. Gli sguardi si moltiplicano, e gli artisti interagiranno con luoghi che ormai sono divenuti punti di riferimento della città, insieme a nuove identità. Come ogni edizione, il team di Cremona Contemporanea ha scoperto e interagito con nuove tracce della città, che continua a rivelarsi speciale, densa di preziosità da scoprire. Tutto questo darà vita a opere ed eventi che sedimenteranno nuove storie in città durante i giorni della rassegna, ormai diventata un momento di incontro riconosciuto in tutta Italia e oltre».
Tra le novità del 2026, la scelta di affiancare alla direzione artistica un team curatoriale composto da Valeria Mancinelli, Gioele Melandri, Gianluca Ranzi e Saverio Verini, con l’obiettivo di costruire un racconto corale e moltiplicare le prospettive critiche. Il programma si amplia inoltre con «Faville» e con la sezione «Progetti Off», coinvolgendo istituzioni, gallerie e realtà locali in un calendario diffuso. Tra gli appuntamenti, la mostra dedicata alle Accademie Italiane con il Politecnico delle Arti di Bergamo, a cura di Nicola Ricciardi.
Elemento centrale resta l’interazione tra opere e architetture. Venti artisti, differenti per generazione e linguaggi, daranno vita a un percorso espositivo diffuso che attraversa luoghi ormai identitari (come Palazzo del Comune, Palazzo Fodri e Palazzo Raimondi) insieme a spazi inediti: un bunker, un monastero abbandonato, un teatro nascosto e luoghi sacri finora chiusi al pubblico. Un dispositivo curatoriale che restituisce una geografia inattesa della città.
Dal 23 al 31 maggio, per nove giorni, Cremona si trasformerà così in un laboratorio urbano di sperimentazione, tra mostre, installazioni, performance e incontri, riaffermando la cultura come motore di crescita e occasione di dialogo tra storia e presente.