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Luana De Micco
Leggi i suoi articoli«Ellsworth Kelly ha sempre cercato di vivere e lavorare in prossimità dell’acqua. Avendolo incontrato regolarmente, spiega Éric de Chassey, direttore dell’École nationale des Beaux-Arts di Parigi e specialista dell’opera di Kelly, mi sono reso conto che aveva una fascinazione particolare per l’acqua. Attraverso questo interesse, che si manifesta sia in opere figurative sia astratte, ho capito perché le forme geometriche per cui Kelly è noto, apparentemente molto semplici, danno sempre l’impressione di produrre movimento». Éric de Chassey ha curato la mostra «Ellsworth Kelly. Aux bords de l’eau» presentata alla Fondation Maeght di Saint-Paul-de-Vence dal 27 giugno al 15 novembre. Mostra che propone per la prima volta una lettura dell’opera dell’artista statunitense attraverso il tema dell’acqua. Ellsworth Kelly (1923-2015) è noto per le sue grandi tele dai colori netti, le forme geometriche essenziali e i shaped canvas monocromatici che hanno contribuito a ridefinire il linguaggio dell’astrazione. Come ricordava l’artista stesso, «le mie idee provengono da una costante investigazione dell’apparenza delle cose». La mostra, realizzata in collaborazione con l’Ellsworth Kelly Studio, riunisce oltre 100 opere tra dipinti, disegni, collage, fotografie, opere grafiche, molte delle quali raramente esposte o inedite. Mari, fiumi, porti hanno accompagnato l’artista per tutta la vita, dalla Bretagna alla Costa Azzurra, da Parigi a New York, fino all’isola caraibica di Saint-Martin. Più che un motivo visivo, l’acqua rappresenta «un’esperienza percettiva». Il percorso è cronologico. L’apertura è affidata a un disegno del 1947 raffigurante delle chiuse, considerato il primo lavoro riconosciuto da Kelly, già caratterizzato da una forte semplificazione delle forme. Le sale successive attraversano il periodo francese, tra il 1949 e il 1951, cruciale per la sua maturazione artistica. Arrivato a Parigi nel 1948, dopo aver prestato servizio nell’esercito statunitense durante la Seconda guerra mondiale, Kelly frequenta gli ambienti dell’avanguardia e sviluppa una personale concezione dell’astrazione fondata sull’osservazione diretta della realtà.
Tra le opere più significative figurano i disegni realizzati sulle rive della Senna, come «Reflections in the Seine» (1949). Ampio spazio è dedicato agli anni trascorsi nel Sud della Francia. A Sanary-sur-Mer, dove si stabilisce tra il 1951 e il 1952 dopo aver esposto alla Galerie Maeght, realizza alcuni dei lavori più innovativi del periodo, tra cui «Boats in Sanary Harbor» (1952), «The Quai (1). Sanary» (1952) e il monumentale «Kite II» (1952), conservato al Centre Pompidou, composizioni puramente astratte che derivano in realtà dall’osservazione delle imbarcazioni e dei loro colori nel porto provenzale. Uno dei nuclei più originali della mostra è costituito dai collage su cartolina, una pratica che Kelly sviluppò per tutta la vita. Opere come «Four Greens, Upper Manhattan Bay» (1957), «Amsterdam» (1977), «Long Bay Beach» (1977) o «Helsinki (Wrestlers)» (1984) mostrano come l’artista ritagliasse e sovrapponesse forme astratte direttamente sulle immagini fotografiche: «Anche qui emerge l’importanza del tema dell’acqua, spiega de Chassey. Sulle centinaia di cartoline che Kelly ha fatto nel corso della sua vita, nonostante la loro dimensione ridotta, si vedono forme astratte o forme umane che emergono dall’acqua». Il percorso presenta inoltre scatti inediti realizzati in Francia all’inizio degli anni Cinquanta e una rara serie di immagini degli anni Duemila in cui mare e cielo appaiono ridotti a semplici fasce orizzontali. Nella Salle de la Mairie della Fondation Maeght viene ricostruito a titolo eccezionale «Blue Floor Panel for Leo» (1992), un’imponente pittura blu installata a pavimento che non veniva più presentata dalla sua creazione per la galleria di Leo Castelli a New York. Simile a un lago geometrico osservato dall’alto, l’opera dialoga con «Tableau Vert» (1953), realizzato dopo una visita a Giverny e ai celebri laghetti delle ninfee di Monet.
Ellsworth Kelly, «Boats in Sanary Harbor», 1952. © Ellsworth Kelly Foundation