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Antonio di Rasio, «Natura morta con frutta e verdura di stagione (primavera)»

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Antonio di Rasio, «Natura morta con frutta e verdura di stagione (primavera)»

La natura nella sua totalità al Chiostro del Bramante

«Il dialogo tra la tradizione delle nature morte seicentesche di Margherita Caffi e Filippo Napoletano e le installazioni contemporanee di Zadok Ben-David e Tamiko Thiel and/p rivela però una tensione tipica delle grandi mostre tematiche: l’equilibrio tra spettacolarità immersiva e reale profondità critica sul rapporto tra arte e crisi ecologica», spiega Natalia de Marco, direttrice scientifica del Chiostro

Gianfranco Ferroni

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A Roma, Dart-Chiostro del Bramante presenta «Flowers. Meravigliosa Natura», nuovo capitolo dello stesso progetto espositivo «Flowers. Dal Rinascimento all’intelligenza artificiale» in programma da sabato 14 marzo a domenica 6 settembre, «in accordo con la Kunsthalle di Monaco e Suzanne Landau, ma in maniera indipendente». La mostra evolve e amplia lo sguardo: se nel primo capitolo il fiore era posto al centro della riflessione come elemento simbolico, politico e poetico, si dedica ora al tema della natura nella sua totalità, intesa come universo organico e mutevole in cui forme vegetali e animali, elementi marini e molteplici specie convivono e dialogano in un equilibrio dinamico. A «Il Giornale dell’Arte», Natalia de Marco, direttrice scientifica del Chiostro, afferma: «Con “Flowers. Meravigliosa Natura” il Chiostro del Bramante sposta il discorso dal fiore come semplice iconografia alla natura come sistema ecologico complesso. Il dialogo tra la tradizione delle nature morte seicentesche di Margherita Caffi e Filippo Napoletano e le installazioni contemporanee di Zadok Ben-David e Tamiko Thiel and/p rivela però una tensione tipica delle grandi mostre tematiche: l’equilibrio tra spettacolarità immersiva e reale profondità critica sul rapporto tra arte e crisi ecologica».

La mostra prevede una rimodulazione e un ampliamento dei contenuti scientifici, arricchiti dall’integrazione di nuovi e significativi prestiti provenienti da prestigiose collezioni italiane, tra cui la Biblioteca Casanatense, la Villa Medicea di Poggio a Caiano, Museo della Natura Morta, la Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia e il Museo Civico di Zoologia di Roma. Una collaborazione che valorizza il ruolo delle collezioni pubbliche, civiche e statali, custodi di un patrimonio di straordinaria rilevanza storico-artistica e scientifica.

Il percorso espositivo si articola in tre macro sezioni: «Arte ed ecologia», «Arte e scienza», «Arte e politica». Un itinerario in cui opere antiche e contemporanee si confrontano in un continuo gioco di rimandi, connessioni e suggestioni, con opere che spaziano dal Seicento fino alla contemporaneità, includendo lavori realizzati con le più recenti tecnologie e con l’Intelligenza Artificiale, a testimonianza di un dialogo costante tra tradizione e innovazione.

I visitatori ritroveranno alcuni degli highlight del primo capitolo, come le installazioni site specific di Austin Young e Zadok Ben-David, accanto a nuove opere di artisti già presenti nella precedente edizione, tra cui lo stesso Zadok Ben-David e Tamiko Thiel and/p, per approfondirne ulteriormente linguaggio e ricerca. Nel percorso, grazie a prestiti del Museo Civico di Zoologia di Roma e della Sovrintendenza Capitolina, sarà possibile ammirare il diorama dedicato agli Oceani e alla Foresta Bavarese, in dialogo con nuove opere e installazioni contemporanee, tra cui «Enter the Plastocene» di Tamiko Thiel and/p e «Sunday’s lunch 02» di Eugenio Tibaldi, e con le opere del XVII e XVIII secolo di Margherita Caffi, Filippo Teodoro di Liagno detto Filippo Napoletano e Pietro Neri Scacciati. Completano la narrazione nuovi prestiti di Tracey Bush, Rob and Nick Carter, Ann Carrington e un nucleo inedito di lavori di Zadok Ben-David, ampliando la riflessione su biodiversità, fragilità degli ecosistemi e responsabilità collettiva.

Gianfranco Ferroni, 06 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

La natura nella sua totalità al Chiostro del Bramante | Gianfranco Ferroni

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