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Margherita Panaciciu
Leggi i suoi articoliCon «Atropa», Sprüth Magers presenta a New York una nuova mostra personale di Sterling Ruby, uno degli artisti più complessi e incisivi della scena contemporanea internazionale. L’esposizione, aperta al pubblico dal 30 gennaio al 28 marzo con inaugurazione il 29 gennaio, si inserisce in concomitanza con Master Drawings New York e riunisce un nucleo di opere inedite su carta che comprende disegni a grafite, studi a penna e inchiostro di piccolo formato e acquerelli di forte intensità espressiva. Il titolo della mostra richiama Atropo, la Moira che nella mitologia greca recide il filo della vita, evocando l’idea di una soglia irreversibile, di una tensione costante tra nascita e dissoluzione, tema centrale nella ricerca dell’artista.
Nato nel 1972 e attivo tra Los Angeles e l’Europa, Sterling Ruby ha costruito in oltre vent’anni di lavoro un universo artistico stratificato e in continua trasformazione, che attraversa pittura, scultura, ceramica, tessuti, installazioni, video e disegno. La sua pratica si muove tra l’abiezione e l’astrazione, tra una materialità grezza e una bellezza formale seducente, dando forma a una visione profondamente post-umanista della cultura contemporanea. Ruby lavora come un cartografo dell’inconscio collettivo, concentrandosi sulle topologie sociali, sui traumi e sulle fratture che attraversano la storia dell’arte e della società del dopoguerra, con particolare attenzione al contesto americano.
Sterling Ruby, «Kissing Hippies (9048)», 2025. © Sterling Ruby Courtesy the artist and Sprüth Magers Photo: Sterling Ruby Studio
Sterling Ruby, «SPLITTING (9091)», 2025. © Sterling Ruby Courtesy the artist and Sprüth Magers Photo: Sterling Ruby Studio
Temi quali la violenza, la reclusione, il controllo sociale, il consumismo e la stigmatizzazione della malattia mentale ricorrono costantemente nella sua opera, che appare come un’estensione fisica e psicologica di un paesaggio dominato dalla paura e dalla repressione, ma anche da pulsioni di resistenza e trasgressione. Le sue celebri serie astratte, come le SP realizzate con lo spray, le BC ottenute tramite candeggio o le più recenti WIDW, presentano superfici cromatiche di grande impatto visivo che, dietro una apparente armonia compositiva, lasciano emergere un senso di inquietudine e instabilità emotiva.
Allo stesso modo, le monumentali sculture geometriche in Formica, che dialogano con il minimalismo, vengono sistematicamente sovvertite dall’artista attraverso graffiti, graffi, impronte e sbavature, trasformandosi in gesti di resistenza contro le ideologie della purezza formale e dell’alta cultura. Le sculture SCALES fondono strutture moderniste con ready-made industriali come secchi di vernice e fusti d’acciaio, mentre le SOFTWORKS assumono la forma di masse tessili imbottite, ambigue e inquietanti, dotate di una corporeità disturbante. Le ceramiche, dalle forme organiche e dagli smalti sontuosi, ricordano spesso resti carbonizzati o fossili, così come le grandi sculture totemiche in resina poliuretanica evocano un immaginario viscerale vicino all’horror e alla fantascienza.
Anche quando Ruby interviene su oggetti reali come veicoli della polizia o mezzi militari, il suo gesto mira a smascherare le strutture del potere e dell’autorità, trasformandole in presenze perturbanti. In «Atropa», il ritorno al disegno non rappresenta una pausa o una dimensione preparatoria, ma un campo di concentrazione estrema in cui il gesto grafico diventa veicolo diretto di tensioni psicologiche e concettuali. Le opere su carta esposte mostrano come linee, macchie e campiture acquerellate si addensino come diagrammi emotivi, in cui fragilità e violenza, controllo e perdita, coesistono in equilibrio instabile. L’opera di Sterling Ruby, influenzata da riferimenti teorici che spaziano dalla filosofia di Gilles Deleuze e Félix Guattari alla teoria di genere di Judith Butler e alla teoria matematica delle catastrofi, si inserisce in una genealogia critica che comprende artisti come Mike Kelley, Rosemarie Trockel e Bruce Nauman.