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Scienziato, inventore e professore di ingegneria elettrica all’MIT, ha trasformato strumenti nati in laboratorio in dispositivi per indagare il rapporto tra immagine, tempo e movimento
- Alessia De Michelis
- 06 febbraio 2026
- 00’minuti di lettura
Harold Edgerton, «Paper Mill Worker», 1937
La capacità di Harold Edgerton di congelare il tempo ha ridefinito il modo di comprendere il mondo attraverso le immagini
Scienziato, inventore e professore di ingegneria elettrica all’MIT, ha trasformato strumenti nati in laboratorio in dispositivi per indagare il rapporto tra immagine, tempo e movimento
- Alessia De Michelis
- 06 febbraio 2026
- 00’minuti di lettura
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliCongelare il tempo per rendere visibile ciò che l’occhio umano non può afferrare: è attorno a questa ambizione che si costruisce l’eredità di Harold «Doc» Edgerton, figura chiave della fotografia moderna e della cultura tecnico-scientifica del Novecento. Scienziato, inventore e professore di ingegneria elettrica all’MIT, Edgerton ha trasformato strumenti nati in laboratorio in dispositivi capaci di ridefinire il rapporto tra immagine, tempo e movimento.
A questa traiettoria è dedicata la mostra «Freezing Time: Edgerton and the Beauty of the Machine Age», in programma all’MIT Museum di Cambridge (Massachusetts) dal 5 febbraio al 2 agosto. Terza grande esposizione del ciclo inaugurale dedicato al tema del tempo, la rassegna propone una rilettura critica del lavoro di Edgerton attraverso fotografie storiche, macchine, strumenti scientifici e materiali d’archivio, molti dei quali poco noti o raramente esposti.
Il percorso prende avvio dalla ricerca accademica di Edgerton all’MIT, dove tra la fine degli anni Venti e l’inizio dei Trenta comprese come un lampo di luce ad altissima intensità potesse «fermare» una macchina in movimento. Da questi studi nacque l’uso pionieristico dello stroboscopio e del flash ad alta velocità, strumenti che gli permisero di immortalare frazioni infinitesimali di secondo: dal colpo di una pallina da golf al celebre «Coronet», la goccia di latte sospesa nell’istante dell’impatto, entrata nel 1937 nella prima mostra fotografica del MoMA di New York.
«Freezing Time» mette in relazione queste immagini iconiche con i dispositivi che le hanno rese possibili, evidenziando temi centrali della modernità industriale come velocità, precisione, standardizzazione ed efficienza. Le fotografie esposte, stampate dai negativi originali da Gus Kayafas, storico collaboratore ed ex studente di Edgerton, dialogano con taccuini, prototipi e strumenti divenuti poi prodotti commerciali, come l’Edgerton Stroboscope o la Kodatron Speedlamp.
Attingendo alle vaste collezioni dell’MIT Museum, che comprendono centinaia di migliaia di materiali fotografici e scientifici, la mostra restituisce la dimensione sperimentale e interdisciplinare di Edgerton, rivelando come la sua capacità di unire teoria, tecnologia e immaginazione visiva abbia contribuito non solo alla storia della fotografia, ma a un nuovo modo di comprendere il mondo attraverso le immagini.