Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Federico Patellani, Immagine per la copertina del settimanale «Tempo» n. 22 del 15-22 giugno 1946. Milano, 6-10 giugno 1946

© Archivio Federico Patellani, courtesy Regione Lombardia / Museo Nazionale di Fotografia, Milano-Cinisello Balsamo

Image

Federico Patellani, Immagine per la copertina del settimanale «Tempo» n. 22 del 15-22 giugno 1946. Milano, 6-10 giugno 1946

© Archivio Federico Patellani, courtesy Regione Lombardia / Museo Nazionale di Fotografia, Milano-Cinisello Balsamo

La «Donna della Repubblica» ha ottant’anni (ma non li dimostra)

Il Munaf celebra l’anniversario del referendum istituzionale, che alla fine della Seconda guerra mondiale ha chiesto agli italiani di decidere tra Monarchia e Repubblica, attraverso le fotografie di Federico Patellani, uno dei grandi maestri del reportage italiano

Alessia De Michelis

Leggi i suoi articoli

Il potere di un’immagine risiede nella sua capacità di condensare la storia. Lo dimostra la celeberrima «Donna della Repubblica», il volto sorridente di Anna Iberti che spunta dal settimanale «Tempo» nel giugno del 1946. Per decenni icona senza nome a causa di una profonda riservatezza, la sua identità è stata svelata solo postuma. Oggi, quel manifesto di rinascita, comparso persino accanto al Presidente Mattarella nel messaggio di fine anno, diventa il fulcro di un’importante riflessione sull’attualità del linguaggio visivo e sull’emancipazione.

A questa transizione cruciale è dedicata «Donna Repubblica. I giorni del referendum», la mostra ospitata a Villa Ghirlanda dal 30 maggio al 5 luglio e prodotta dal Munaf-Museo Nazionale di Fotografia con il Comune di Cinisello Balsamo, Regione Lombardia e l’Aess. Un’esposizione che, come sottolinea il presidente del museo Davide Rondoni, dimostra come la fotografia d’arte non sia solo esercizio retorico, ma anche generatrice di cortocircuiti storici ed emozioni.

Il percorso espositivo attinge dal vastissimo Fondo Federico Patellani (oltre 620mila unità) e si avvale di un’installazione video site specific di Studio Azzurro per svelare il «dietro le quinte» del fotografo. Curata da un team d’eccezione che include Matteo Balduzzi, Maddalena Cerletti e le storiche assistenti e curatrici del Fondo, Kitti Bolognesi e Giovanna Calvenzi, la mostra restituisce l’etica e il metodo del maestro.

In occasione dell’Ottantesimo anniversario del referendum istituzionale che chiese agli italiani di scegliere tra Monarchia e Repubblica, l’esposizione celebra l’ideatore dei «fototesti», capaci di far dialogare in modo narrativo immagini e parole. Attraverso stampe originali, negativi e provini, l’obiettivo di Patellani (1911-77) documenta non solo le piazze e la ricostruzione post-bellica, ma soprattutto l’energia del primo voto concesso alle donne, protagoniste assolute di una nuova stagione di libertà e partecipazione democratica.

Federico Patellani, Dopo la manifestazione monarchica in piazza del Cannone, manifestanti sventolano la bandiera del Regno d’Italia sotto la statua di Vittorio Emanuele II in piazza del Duomo. Milano, 26 maggio 1946. © Archivio Federico Patellani, courtesy Regione Lombardia / Museo Nazionale di Fotografia, Milano-Cinisello Balsamo

Alessia De Michelis, 20 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

La «Donna della Repubblica» ha ottant’anni (ma non li dimostra) | Alessia De Michelis

La «Donna della Repubblica» ha ottant’anni (ma non li dimostra) | Alessia De Michelis