«The Sweet Mystery» (1960-62), di Robert Indiana (particolare)

Cortesia di The Robert Indiana Legacy Initiative

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«The Sweet Mystery» (1960-62), di Robert Indiana (particolare)

Cortesia di The Robert Indiana Legacy Initiative

Indiana, l’artista più riprodotto di tutti i tempi

Alle Procuratie Vecchie i lavori dell’artista americano ripercorrono le tappe della sua carriera

Nelle Procuratie Vecchie (di proprietà di Generali), dal 20 aprile al 24 novembre lo Yorkshire Sculpture Park presenta la retrospettiva di Robert Indiana intitolata «The Sweet Mystery», realizzata in collaborazione con The Robert Indiana Legacy Initiative. Curata da Matthew Lyons, presenta oltre 40 dipinti e sculture realizzati in sei decenni dall’artista pop statunitense, all’anagrafe Robert Clark (1928-2018). 

Nel suo tipico stile mescolava un approccio grafico e l’uso del colore acceso e aveva realizzato lavori densi di riferimenti ai segni e ai simboli del paesaggio urbano nonché imponenti solidi geometrici che rappresentano un’inedita sintesi di fusione tra Minimalismo e Pop art. Celeberrima la scritta «Love», uno dei lavori più riprodotti dell’arte di tutti i tempi. La sua prima versione era stata realizzata nel 1964, quando fu incaricato di ideare una cartolina per il bookshop del MoMA. «Stavo cercando di ridurre la parola alla sua essenza. Nel modo più significativo e riconoscibile. La O inclinata non è una mia invenzione. È stata usata spesso nel tempo, in diversi luoghi, diverse volte. È un gioco tipografico. Mi sembrava semplicemente che potesse rendere la parola più dinamica», dichiarò lo stesso Indiana. 

Altra celeberrima serie di sculture dell’artista: i grandi numeri in alluminio, un’allegoria delle fasi della vita, dalla nascita alla morte. La mostra offre inoltre l’occasione di ammirare alcune delle sue opere meno note, dalle quali traspare un aspetto poco conosciuto dell’artista: l’essere stato uno strenuo difensore dei diritti civili.

Jenny Dogliani, 17 aprile 2024 | © Riproduzione riservata

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