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Uno still da «Supports», 2021 di Agnieszka Mastalerz, realizzato nell’ambito dell’Artist Development Programme at the European Investment Bank Institute, Lussemburgo

Courtesy l’artista

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Uno still da «Supports», 2021 di Agnieszka Mastalerz, realizzato nell’ambito dell’Artist Development Programme at the European Investment Bank Institute, Lussemburgo

Courtesy l’artista

Il corpo come spazio di resistenza: Agnieszka Mastalerz a Roma

Un doppio appuntamento all’Istituto Polacco e alla Serra Moresca di Villa Torlonia dedicato all’artista che indaga i dispositivi di controllo che modellano i corpi e regolano le relazioni tra individui, comunità, istituzioni e ambiente naturale

Gianfranco Ferroni

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L’artista polacca Agnieszka Mastalerz (Łódź, 1991) sarà protagonista a Roma, dal 3 ottobre al 22 novembre, all’Istituto Polacco di Roma e alla Serra Moresca di Villa Torlonia a Roma, con «The Props Assist the House», una personale a cura di Gaia Bobò. Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, l’iniziativa è ideata e organizzata dall’Istituto Polacco, Adam Mickiewicz Institute e Perlage Arte Foundation. I servizi museali sono di Zètema Progetto Cultura. Il progetto nella Serra Moresca dei Musei di Villa Torlonia si inserisce nel programma con cui l’Istituto Polacco promuove a livello internazionale le più significative ricerche emergenti della scena artistica polacca.

La ricerca di Mastalerz, viene sottolineato, «indaga i dispositivi di controllo che modellano i corpi e regolano le relazioni tra individui, comunità, istituzioni e ambiente naturale. Attraverso il video, la performance e l’impiego di tecniche di imaging scientifico, l’artista esplora il modo in cui norme culturali, strutture sociali e processi biologici si intrecciano, dando forma a dinamiche di disciplina, adattamento e resistenza». Il titolo della mostra riprende l’omonima poesia di Emily Dickinson, e «l’immagine delle strutture che rendono possibile la costruzione di una casa diventa la metafora di quei dispositivi, visibili e invisibili, che sostengono, e insieme condizionano, la costruzione dell’identità». Da questa prospettiva prende forma il percorso espositivo, che legge l’opera di Mastalerz attraverso il prisma della coreografia, intesa come linguaggio capace di oscillare tra disciplina e libertà, controllo ed espressione.

La curatrice Bobò evidenzia che «Mastalerz esplora i corpi come sistemi vulnerabili, sospinti da meccanismi in cui convivono impulsi biologici e costrizioni culturali. La coreografia diviene uno strumento di visualizzazione di questa dualità, aprendo a un campo di forze in cui si intersecano diversi assi critici, tra cui l’educazione del corpo, il superamento dei confini fisici e il controllo sul movimento». Alla Serra Moresca dei Musei di Villa Torlonia sarà presentato «Supports» (2021), video nato da una ricerca sulle strutture in acciaio utilizzate in orticoltura per guidare la crescita delle piante. Se da un lato questi sostegni ne favoriscono lo sviluppo, dall’altro ne determinano forma e direzione. Nell’opera, una performer interagisce con tre sculture in acciaio realizzate sulle misure del corpo dell’artista, trasformando il gesto in una riflessione sul rapporto tra costrizione e possibilità di movimento. Inserito nell’architettura della Serra Moresca, il lavoro attiva un dialogo con il luogo, interrogando il rapporto tra natura e artificio, crescita organica e controllo tecnico. All’Istituto Polacco di Roma, una selezione di opere per approfondire i principali nuclei della ricerca dell’artista. «Nodes» (2024) ripercorre la storia botanica dell’orchidea, dalla sua antica associazione con le proprietà afrodisiache fino alla sua produzione industriale contemporanea. La videoinstallazione «Remainder» (2025) prende invece avvio da un’indagine sull’architettura modernista, trasformando la coreografia in uno strumento per riappropriarsi dello spazio e immaginare forme alternative dell’abitare. Completa il percorso una selezione di immagini della serie «Supports» (2021-26), in dialogo con il lavoro presentato alla Serra Moresca.

Uno still da «Nodes», 2023 di Agnieszka Mastalerz. Courtesy l’artista

Gianfranco Ferroni, 25 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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