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Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliSi intitola «Notargiacomo in velocità» la mostra ospitata dal 27 gennaio al 15 marzo al Mattatoio di Roma, promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, Azienda Speciale Palaexpo e Fondazione Mattatoio di Roma-Città delle Arti e realizzata da Azienda Speciale Palaexpo, in collaborazione con Associazione Palatina. L’evento nasce da un’idea di Ivana Della Portella, vicepresidente dell’Azienda Speciale Palaexpo con delega al Mattatoio di Roma, ed è a cura di Marco Tonelli.
L’esposizione ripercorre l’attività di Gianfranco Notargiacomo (1945) dal 1971 ad oggi. È la prima antologica dell’artista in uno spazio pubblico romano, se si eccettua l’installazione «Le nostre divergenze» (1971), esposta alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma nel 2009. Notargiacomo, laureato in filosofia, esordisce nel 1969 con una mostra nella galleria romana Arco d’Alibert, realizzando per l’occasione opere relazionali ante litteram, e nel corso degli anni Settanta espone nelle più importanti gallerie romane dell’epoca, come La Tartaruga di Plinio De Martiis e La Salita di Gian Tomaso Liverani.
La mostra, allestita presso il Padiglione 9a del Mattatoio di Roma, apre con l’opera «Roma assoluta» del 2003, una veduta aerea della città assalita da fulmini e saette che sono una sorta di segno distintivo dell’artista, un suo omaggio alla Città Eterna. Il percorso prosegue con un particolare dinamismo (la velocità, del resto, è una modalità espressiva, tecnica e poetica dell’artista), ripercorrendo la carriera di Notargiacomo con l’esposizione di alcuni esempi di grandi cicli pittorici: «Tempesta e Assalto» del 1980, «Il Caos» e «Giganti» del 1995, «Pittura Estrema» del 1999. Si passa agli omini in pongo colorato dell’installazione «Le nostre divergenze», del 1971, tre esemplari di grandi «Takéte» del 1995 (una sorta di pittura-scultura di carattere futurista) e opere come «1945» del 1983, dove la lamiera diventa protagonista, fino alle ultime pitture fluorescenti come «Quarantaminuti», realizzate a partire dal 2023.
Una sezione documentaria presenta una serie di testimonianze fotografiche che illustrano alcuni momenti salienti dell’attività dell’artista: tre partecipazioni alla Biennale d’Arte di Venezia (1982, 1986, 2011), gli allestimenti presso le gallerie La Tartaruga, Arco d’Alibert e La Salita (anni Settanta e Ottanta), gli incontri con artisti che hanno rappresentato tappe fondamentali per il suo percorso.
La mostra è accompagnata da un catalogo (Silvana Editoriale) a cura di Marco Tonelli, con apparati di Paola Pallotta e un’antologica di contributi di autori come Flavio Caroli, Arnaldo Colasanti, Luigi Ficacci, Mariastella Margozzi, Giacomo Marramao, Barbara Martusciello, Ada Masoero, Stefano Papetti, Silvia Pegoraro, Federica Pirani e Claudio Strinati.