«Sans titre, papiers choisis» (1957) di Bernard Réquichot (particolare)

© Adagp, Parigi, 2024. Foto © André Morin

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«Sans titre, papiers choisis» (1957) di Bernard Réquichot (particolare)

© Adagp, Parigi, 2024. Foto © André Morin

Figure chiave tra Astrattismo e Surrealismo al Centre Pompidou

Tre mostre: la breve carriera di Bernard Réquichot, la personale di Roberta González, moglie di Hartung, e l’amicizia tra Amadeo de Souza-Cardoso e i Delaunay

La carriera di Bernard Réquichot fu molto breve, poco più di sei anni. Il pittore francese, nato nel 1929, si tolse la vita il 4 dicembre 1961. Aveva 32 anni. Due giorni dopo avrebbe dovuto inaugurare la sua seconda personale alla galleria parigina di Daniel Cordier. Sembra che Réquichot, che si definiva «introverso», non amasse esporre le sue tele, che ha mostrato quindi molto poco quando era in vita. È a questo pittore noto soprattutto agli addetti ai lavori che il Musée d’art moderne del Centre Pompidou dedica fino al 2 settembre la sua mostra estiva: «Bernard Réquichot. Non ho mai cominciato a dipingere»

Sono allestiti più di 60 lavori, molti dei quali hanno raggiunto la collezione del museo grazie ai doni del gallerista Cordier, che era anche amico di Réquichot. La sua opera, a partire dal 1955, spazia dal Surrealismo al Cubismo e quindi, con l’influenza di Jacques Villon, all’arte astratta. Sono esposte le tele, dominate dal segno grafico della spirale, i collage, spesso di grande formato, realizzati a partire da ritagli di riviste di cucina e di animali, e i cosiddetti «reliquaires», che ricordano le scatole surrealiste, composti dall’assemblaggio di piccoli oggetti di scarto e di materiali naturali, come legno e ossa di animali. 

Fino al 9 marzo 2025 il museo propone anche una personale di Roberta González, artista franco-spagnola (1909-76) attiva sulla scena parigina a partire dagli anni ’30, figlia di Julio González, pittore vicino ai surrealisti spagnoli. Sono esposte soprattutto opere del periodo 1935-54, di ispirazione avanguardista o naturalista, pitture, disegni, libri illustrati e oggetti d’arte, alcuni dei quali entrati di recente nella collezione del Centre Pompidou, accompagnati da documenti d’archivio. Il lavoro di Roberta González, che ruota essenzialmente intorno alla figura femminile, è segnato dalla guerra civile spagnola e dal secondo conflitto mondiale. Sono allestite anche opere di suo padre e del pittore tedesco astratto Hans Hartung, che fu suo marito. 

Fino al 9 settembre il Centre Pompidou presenta anche la mostra-dossier «Amadeo de Souza-Cardoso, Sonia e Robert Delaunay. Corrispondenze», realizzata in collaborazione con la Fondation Calouste Gulbenkian di Lisbona. Vi si racconta l’amicizia e la complicità artistica stretta tra il pittore portoghese (1887-1918), arrivato a Parigi nel 1906, e la coppia di artisti, Sonia (1885-1979) e Robert Delaunay (1885-1941), incontrati nel 1911. L’opera di Amadeo de Souza-Cardoso, influenzata in un primo tempo dai fauves, si orientò via via verso lo studio astratto della luce e dei colori, molto vicino alle ricerche pittoriche dei Delaunay, anche se il portoghese preferì colori più caldi. Il museo espone le tele astratte dei tre artisti e alcuni lavori posteriori ispirati alla cultura popolare e all’artigianato e i collage.

«Profils au soleil rouge» (1966) di Roberta González

Luana De Micco, 07 maggio 2024 | © Riproduzione riservata

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