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A Villa Paloma dal 3 luglio 2026, oltre 160 opere di Victor Brauner, tra pittura, disegno e scultura, dialogo con oggetti extra-occidentali, percorso artistico dagli anni Venti agli anni Sessanta, tra surrealismo internazionale, avanguardie rumene e esplorazioni esoteriche
- Redazione GdA
- 27 marzo 2026
- 00’minuti di lettura
Victor Brauner, «Il pasto del sonnambulo» , 1942. Collezione privata, Monaco.
© Sacem Monaco 2026.
Esoterismo e surrealismo nelle metamorfosi di Victor Brauner in 160 opere
A Villa Paloma dal 3 luglio 2026, oltre 160 opere di Victor Brauner, tra pittura, disegno e scultura, dialogo con oggetti extra-occidentali, percorso artistico dagli anni Venti agli anni Sessanta, tra surrealismo internazionale, avanguardie rumene e esplorazioni esoteriche
- Redazione GdA
- 27 marzo 2026
- 00’minuti di lettura
Redazione GdA
Leggi i suoi articoliVictor Brauner occupa uno spazio a sé nel surrealismo internazionale, e Villa Paloma (Monaco) diventa, per sei mesi a partire dal 3 luglio, il luogo in cui la sua arte prende corpo e respiro. La mostra rivela per la prima volta una collezione privata eccezionale, che attraversa oltre quarant’anni di pittura, disegno e scultura, dagli anni Venti agli anni Sessanta, restituendo la densità di un percorso creativo originale, ironico e visionario.
Accanto a più di centosessanta opere, dieci oggetti d’arte extra-occidentali prestati dal museo di Saint-Étienne dialogano con l’opera di Brauner, rivelando la sua curiosità senza confini: civiltà arcaiche, mitologie, esoterismo, arte romantica e simboli segreti diventano strumenti per costruire mondi in trasformazione. Ogni quadro, ogni scultura, ogni oggetto si fa metafora di metamorfosi, un laboratorio visivo dove realtà e fantasia si fondono.
La sua arte nasce dalle radici rumene, dall’avanguardia di Bucarest negli anni Venti, dall’incontro con André Breton e il surrealismo negli anni Trenta. Ma Brauner non copia né aderisce passivamente a modelli: trasforma l’esperienza in mondi polimorfi, dove il fantastico convive con il meraviglioso, dove l’ironia protegge dall’orrore del mondo circostante e la magia costruisce cosmogonie personali.
Anche sotto il peso della Grande Storia, come molti artisti stranieri del Novecento, Brauner non smette di inventare. La sua opera non si limita a narrare: induce lo spettatore a esplorare territori sconosciuti, a confrontarsi con l’ignoto, a vivere ogni quadro come un’avventura. «Ogni disegno, ogni scoperta sarà un luogo straordinario e sconosciuto, ogni quadro sarà un’avventura», scriveva nel 1941, e la mostra rende pienamente giustizia a questa dichiarazione.
Camille Morando, curatrice della mostra, sottolinea come la collezione offra un’esperienza unica, in cui il pubblico può entrare nell’avventura magica di un artista che ha saputo trasformare il personale in universale, la memoria in mito e il reale in leggenda. Victor Brauner appare così come un maestro della metamorfosi visiva, capace di costruire universi affascinanti, enigmatici e irresistibilmente seducenti, dove ogni elemento racconta una storia e invita a perdersi.