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Alla Fondation Maeght sono riunite più di cento opere dell’artista americano attorno a un tema spesso trascurato, ma che lo accompagnò lungo tutta la sua carriera
- Cecilia Paccagnella
- 31 marzo 2026
- 00’minuti di lettura
Ellsworth Kelly, «Long Bay Beach» (studio per «White and Dark Gray Panels I»), 1977
© Ellsworth Kelly Studio
Ellsworth Kelly e la percezione astratta di un elemento naturale: l’acqua
Alla Fondation Maeght sono riunite più di cento opere dell’artista americano attorno a un tema spesso trascurato, ma che lo accompagnò lungo tutta la sua carriera
- Cecilia Paccagnella
- 31 marzo 2026
- 00’minuti di lettura
Cecilia Paccagnella
Leggi i suoi articoli«Concentrandosi su un unico ma fondamentale motivo che attraversa tutta la carriera di Kelly, spesso discreto o addirittura impercettibile nelle opere definitive, questa mostra offre uno straordinario strumento per comprendere la profondità e il rigore del metodo di lavoro dell’artista». Dalle parole del curatore Éric de Chassey si capisce già l’eccezionalità di «Ellsworth Kelly-At the Edge of Water» che dal 27 giugno al 15 novembre sarà allestita negli spazi della Fondation Marguerite et Aimé Maeght a Saint-Paul-de-Vence. Fu proprio qui che l’artista soggiornò in diverse occasioni con la famiglia Maeght, con la quale tesse rapporti sin dal 1948.
Fulcro di una «stagione americana» che vede un programma composto da concerti (dedicati a Duke Ellington, Sun Ra e Philip Glass), performance ed eventi pubblici, la mostra riunisce più di cento opere, tra dipinti, sculture monumentali, ed esemplari di formato più piccolo, per ripercorrere un tema che sin dagli albori ha interessato Ellsworth Kelly (1923-2015): l’acqua.
Un fiume, un ruscello, il mare, l’oceano hanno tutti una superficie piana (tralasciando situazioni dovute a determinati agenti atmosferici), apparentemente immobile, sotto la quale l’acqua che li compone è perennemente in movimento. Questo paradosso ha agito come calamita attraendo Kelly verso paesaggi acquatici come Belle-Île in Bretagna, l’Île Saint-Louis a Parigi, Giverny, Sanary e la Costa Azzurra, oltre a Coenties Slip a New York e a Saint-Martin nei Caraibi. Qui ebbe la possibilità di studiare da vicino le caratteristiche di questo elemento, i cui cambiamenti cromatici e giochi di luce sono diventati protagonisti dei suoi lavori. Per restituire al meglio la percezione di ciò che arrivava ai suoi occhi l’artista realizzava opere astratte, trasformando la realtà secondo il proprio sentire. «Nei miei dipinti non invento nulla; le mie idee nascono da una costante indagine sull’aspetto delle cose», era solito dire.