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Dettaglio da Arnold Böcklin, «Il lamento di Maria Maddalena davanti al Corpo di Cristo», 1867, Basilea, Kunstmuseum Basel

Foto Paradise Chronicle

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Dettaglio da Arnold Böcklin, «Il lamento di Maria Maddalena davanti al Corpo di Cristo», 1867, Basilea, Kunstmuseum Basel

Foto Paradise Chronicle

Da peccatrice a icona: la metamorfosi di Maria Maddalena

A Francoforte, Städel Museum e Liebieghaus riuniscono oltre 100 opere dal Medioevo al contemporaneo (da Dürer a Guercino, de La Tour, Böcklin, Beckmann e Dumas) per raccontare la metamorfosi di una delle figure femminili più affascinanti della cultura occidentale

Elena Giovanna Fillia

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Fino al 17 gennaio 2027 lo Städel Museumo e il Liebieghaus di Francoforte presentano la prima grande mostra nei paesi di lingua tedesca sul personaggio biblico di Maria Maddalena nella storia dell’arte: «Maria Maddalena. Peccato. Preghiera. Amore». I due curatori, Bastian Eclercy dello Städel Museum e Stefan Roller del Liebieghaus, hanno organizzato il ricchissimo materiale a disposizione dividendolo in dieci stazioni disposte su due piani dello Städel. Si inizia con i dipinti contemporanei che indagano l’archetipo femminile e si prosegue con quanto di teologico prima, e di leggendario poi, caratterizza l’iconografia della santa. Con la sua presenza ai piedi della croce e sulla tomba del Cristo risorto Maddalena è testimone fondamentale di due momenti cruciali per il Cristianesimo. Più tardi, nel suo eremo nel sud della Francia da cui sarebbe ascesa al cielo, entra nel mito. Attraverso più di 100 opere tra dipinti, sculture e grafiche, spaziando dal Medioevo al mondo contemporaneo, una delle figure femminili più affascinanti della Bibbia viene considerata non soltanto nel suo significato religioso ma anche nella sua dimensione sociale e culturale. 

Al patrimonio in possesso dei due musei si sono aggiunti prestiti dalla National Gallery di Londra, dalla Gemäldegalerie di Berlino, dal Metropolitan Museum of Art di New York, dal Louvre di Parigi, dai Musei Vaticani e dalla National Gallery of Art di Washington, per citare solo i più prestigiosi, anche se circa 60 musei e collezioni private hanno dato il loro contribuito. Dal Palazzo Madama di Torino è arrivato un bassorilievo in legno con storie della vita di Maria Maddalena della Bottega del Maestro di Oropa, risalente alla fine del XIII secolo. Come sottolinea il direttore dei due musei, Philipp Demandt, era tempo che ci si occupasse di questa straordinaria figura della cultura europea che per lungo tempo era stata quasi dimenticata. 

Nieves González, «La sfida (The Challenge)», 2025, Collezione privata. @ Nieves González

Quella di Maria Maddalena è una storia di trasformazioni, via via documentate dagli artisti nelle diverse epoche. La incontriamo all’inizio peccatrice e penitente, diventa poi apostola e fedele seguace di Cristo, successivamente è la santa in estasi fino ad arrivare alla donna moderna e determinata. È stupefacente come, attraverso i secoli, la sua figura abbia incarnato l’immaginario collettivo sulle donne e sul mondo femminile fino a diventare addirittura la giovane contemporanea che ci sfida dal manifesto della mostra, tratto da un’opera della pittrice Nieves Gonzales, avvolta da un piumino rosso con i simboli che sempre l’accompagnano: il colore rosso, i lunghi capelli e il teschio. Sono innumerevoli gli artisti che ha ispirato, da Albrecht Dürer e Guercino, George de la Tour e Claude Lorrain a Arnold Böcklin, Max Beckmann e David LaChapelle. Non mancano le artiste come Lavinia Fontana, Elisabetta Sirani, Luisa Roldan, Lotte Laserstein, Kiki Smith e Marlene Dumas. 

Le sue origini sono in Palestina ma, in seguito a leggende successive, la sua tomba viene localizzata nel sud della Francia, nel massiccio della Sainte-Baume, dove si crede abbia vissuto i suoi ultimi trent’anni come eremita e come santa, luogo tutt’ora meta di pellegrinaggio e devozione. Superfluo sottolineare quanto anche quest’ultima fase della sua vita abbia ispirato numerose opere, tra le quali due splendide xilografie con l’assunzione in cielo, una di Albrecht Dürer e una di Lucas Cranach il Vecchio, che si possono ammirare nella mostra e che sono di proprietà permanente dei due musei.

Della fascinazione esercitata dalla figura di Maria Maddalena sulle donne è testimone la tendenza, dal Tardo Medioevo fino ai giorni nostri, a farsi ritrarre nelle vesti della santa. La ritroviamo addirittura come Madame de Montespan, una delle favorite di Luigi XIV, in un ritratto di Pierre Mignard, pittore di corte. Ancora più sorprendente è il ritratto «Maria Magdalena» (1887) eseguito da Alfred Stevens all’attrice Sarah Bernhardt, molto conosciuta per la sua vita tutt’altro che ortodossa. Marlen Dumas nel 1953 ritrae la famosa modella Naomi Cambell con il titolo «Naomi Cambell as Maria Magdalena» assicurando ad entrambe, Cambell e Maddalena, una collocazione nell’arte contemporanea.

La mostra è una successione di opere stimolanti, che offrono moltissimi spunti di riflessione e tante sorprese, testimone di una ricerca accurata, quasi maniacale dei due curatori nella concezione e nell’attenzione ai dettagli. Lavoro che si rispecchia fedelmente nello splendido catalogo.   

Elena Giovanna Fillia, 03 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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