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Lavinia Trivulzio
Leggi i suoi articoliCinquanta anni dopo la sua prima apparizione sul grande schermo, «Il Novecento» torna al centro della scena con una grande mostra che ne ripercorre la genesi, il contesto storico e l’eredità culturale. Dal 27 marzo al 26 luglio 2026 il Palazzo del Governatore di Parma ospita «Bernardo Bertolucci. Il Novecento. Arte, letteratura, fotografia, musica», esposizione curata da Gabriele Pedullà che celebra il cinquantesimo anniversario del celebre film di Bernardo Bertolucci.
Presentato per la prima volta il 21 maggio 1976 al Festival di Cannes, il film fu accolto immediatamente come un classico contemporaneo e, allo stesso tempo, come una delle opere più discusse del decennio. Polemiche, dibattiti e interpretazioni contrastanti ne hanno accompagnato la fortuna critica, contribuendo a farne uno dei titoli più emblematici del cinema degli anni Settanta.
La mostra si sviluppa attraverso venticinque sale organizzate in quattro macro-sezioni che accompagnano il visitatore dalla nascita del progetto fino alla sua ricezione internazionale.
La prima sezione, dedicata al contesto, ricostruisce l’atmosfera degli anni Settanta e il rapporto tra i Bertolucci e la loro terra d’origine, l’Emilia. Manifesti originali, prime edizioni di libri e dischi, fotografie, giornali e materiali d’epoca dialogano con documenti privati della famiglia, dal poeta Attilio Bertolucci ai figli Giuseppe Bertolucci e Bernardo.
La seconda sezione è dedicata alle riprese del film e alla vita della troupe. Video inediti, materiali di scena e mappe raccontano l’esperienza di un set durato un anno intero, compresi episodi ormai entrati nella leggenda del cinema, come la partita di calcio tra la squadra «900» e quella di «Salò». Il percorso prosegue con una sezione centrata sul film stesso, presentato attraverso un dialogo tra sequenze cinematografiche e opere d’arte. Dipinti di artisti come Giuseppe Pellizza da Volpedo, Felix Vallotton e altri autori sono messi in relazione con installazioni e materiali visivi che restituiscono l’idea narrativa elaborata da Bertolucci: una struttura «a spirale» in cui il tempo ciclico della storia si intreccia con quello lineare.
La sezione finale è dedicata alla ricezione del film, con un’ampia rassegna di opere di alcuni tra i maggiori artisti italiani del Novecento – tra cui Lucio Fontana, Mario Schifano, Renato Guttuso, Franco Angeli, Giulio Turcato e Alighiero Boetti – riuniti simbolicamente sotto il segno delle bandiere rosse della scena finale.
Accanto all’esposizione, un programma di incontri e iniziative approfondirà il lavoro e il pensiero del regista. Il calendario è ideato da Fondamenta con il sostegno della Fondazione Cariparma, che affianca anche la Fondazione Bernardo Bertolucci in un percorso triennale di sviluppo.
La mostra rappresenta inoltre un tributo al territorio di Parma e al suo genius loci, terra natale della famiglia Bertolucci, e offre l’occasione per riflettere sul Novecento come secolo storico: il socialismo, il fascismo, la Resistenza e il sogno di un futuro diverso che ha attraversato la generazione del regista e il lungo ’68. Un’epoca segnata anche dalla fine della civiltà contadina in Occidente tra gli anni Sessanta e Settanta, trasformazione che il film di Bertolucci ha saputo fissare sullo schermo proprio alla vigilia della sua scomparsa.
Tra le pellicole più ambiziose e lunghe della storia del cinema – 317 minuti nella versione originale – Novecento racconta mezzo secolo di storia italiana attraverso le vite parallele di due personaggi nati lo stesso giorno nella Bassa Padana: il contadino Olmo Dalcò e il proprietario terriero Alfredo Berlinghieri. Il cast riunisce interpreti internazionali come Robert De Niro, Gérard Depardieu, Burt Lancaster, Donald Sutherland, Dominique Sanda, Alida Valli, Stefania Sandrelli e Laura Betti. Alla realizzazione del film contribuirono inoltre il direttore della fotografia Vittorio Storaro, il compositore Ennio Morricone e il montatore Kim Arcalli. In occasione dell’apertura della mostra, il film sarà proiettato in versione integrale e restaurata il 27 marzo alle ore 17 al Teatro Regio di Parma, alla presenza di Dominique Sanda. L’evento, organizzato dalla Fondazione Bernardo Bertolucci e dal Comune di Parma con Electa, è a ingresso libero fino a esaurimento posti, in collaborazione con la Cineteca di Bologna.