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Hans Memling, «Crocifissione con Maria Vergine, i santi Giovanni Evangelista, Giovanni Battista, Maddalena, san Bernardo e il committente Jan Crabbe», 1467-70, Vicenza, Museo Civico di Palazzo Chiericati

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Hans Memling, «Crocifissione con Maria Vergine, i santi Giovanni Evangelista, Giovanni Battista, Maddalena, san Bernardo e il committente Jan Crabbe», 1467-70, Vicenza, Museo Civico di Palazzo Chiericati

Arriva a Milano la «Crocifissione» di Hans Memling

Al Museo Diocesano il capolavoro del maestro fiammingo, in arrivo dal Museo Civico di Palazzo Chiericati di Vicenza, dialoga con Stefano Arienti, Matteo Fato, Julia Krahn e Danilo Sciorilli

Al Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano arriva, dal Museo Civico di Palazzo Chiericati di Vicenza, la «Crocifissione» di Hans Memling, capolavoro dalla storia avventurosa del maestro fiammingo, che nel progetto espositivo «Hans Memling. La Crocifissione. Quattro artisti contemporanei attorno a un capolavoro» curato da Valeria Cafà, Giuseppe Frangi e Nadia Righi, si pone come la scintilla che innesca le riflessioni artistiche e spirituali di Stefano Arienti, Matteo Fato, Julia Krahn e Danilo Sciorilli.

Quando nel 1865 fu donata ai Musei Civici vicentini dai conti Matteo e Ludovico Folco, la tavola, databile al 1467-70 ca, aveva alle spalle una lunga vicenda di smembramenti e dispersioni, com’era frequente a quei tempi. Era stata infatti in origine il pannello centrale di un trittico ma per ricavare più opere, e più facilmente vendibili ai collezionisti, il trittico era stato diviso: dei pannelli laterali, staccati da questo, furono anche separati il recto e il verso, oggi conservati rispettivamente alla Pierpont Morgan Library di New York (con i probabili ritratti di madre e fratello del committente, accanto ai rispettivi santi omonimi) e al Groeningemuseum di Bruges (la Vergine annunciata e l’Arcangelo Gabriele). A documentarlo resta una copia settecentesca, probabilmente realizzata prima dello smembramento. Quanto al committente, era l’abate cistercense Jan Crabbe (1426-88), titolare dell’Abbazia delle Dune nei pressi di Bruges, cui l’opera era destinata, e che nella tavola esposta ora a Milano si vede in primo piano, inginocchiato ai piedi del Cristo. Insieme a lui sono san Giovanni Evangelista che sorregge la Vergine, Maria Maddalena, inginocchiata, san Giovanni Battista che regge l’Agnello e san Bernardo di Chiaravalle, fondatore dell’ordine dei Cistercensi. Alle loro spalle si apre un vastissimo paesaggio di rocce e campagne, montagne e città, dipinto con la tipica acribia fiamminga e con i colori vividi e lucenti e i panneggi croccanti caratteristici di Rogier van der Weyden (1399-1464), quasi certamente maestro di Memling (1435/1440-94). L’opera, di intenso patetismo, appartiene infatti al momento dell’esordio a Bruges di Hans Memling, che in seguito avrebbe sviluppato un proprio linguaggio, meno secco di quello del maestro.

A quest’opera drammatica e magnifica sono stato invitati a guardare quattro artisti contemporanei ma di generazioni differenti, ognuno dei quali vi ha colto un messaggio diverso e ha scelto un medium diverso: Stefano Arienti (Asola, 1961) ha voluto esplorare il paesaggio di Memling, intessuto di simbologie, mentre Matteo Fato (Pescara, 1979) ha realizzato un’installazione intorno a un proprio dipinto. Quanto a Julia Krahn (Jülich, 1978) ha lavorato, con la scultura e la fotografia, sulla persona e sullo strazio di Maria, e Danilo Sciorilli (Atessa, 1992) ha scelto di restituire in un trittico video una performance da lui realizzata nel paese in cui è nato.

La mostra, sostenuta da PwC Italia con Fiera Milano (catalogo Dario Cimorelli Editore), è visibile al Museo Diocesano dal 19 febbraio al 17 maggio.

Ada Masoero, 17 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

Arriva a Milano la «Crocifissione» di Hans Memling | Ada Masoero

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