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Piero di Cosimo, «Santa Maria Maddalena», 1490-92, Roma, Gallerie Nazionali d’Arte Antica (particolare)

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Piero di Cosimo, «Santa Maria Maddalena», 1490-92, Roma, Gallerie Nazionali d’Arte Antica (particolare)

Archivi e ViVe, dall’accordo nasce una mostra su Piero di Cosimo, a Palazzo Venezia

«L’obiettivo sarà raccontare un’opera e il suo contesto attingendo dai documenti custoditi negli archivi e illustrare un percorso narrativo documentario tramite un’opera d'arte e viceversa», spiega il direttore generale Archivi, Antonio Tarasco

La mostra «La Maddalena di Piero di Cosimo: arte, storia e vite di donne», a Roma, a Palazzo Venezia dal 17 aprile (e fino al 5 luglio), ideata per offrire un’interpretazione inedita del prezioso dipinto proprio attraverso il confronto con le arti decorative e i documenti, restituendo il contesto materiale e culturale della Firenze del Rinascimento, sarà il primo esito dell’accordo di collaborazione strategica tra la Direzione generale Archivi del Ministero della Cultura e il ViVe-Vittoriano e Palazzo Venezia.

Ricerca, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale al centro della collaborazione istituzionale. L’accordo si propone di superare la distinzione tra patrimonio storico-artistico e patrimonio archivistico, con la sperimentazione di un modello di mostre temporanee interdisciplinari, che si basano sul confronto tra linguaggi e materiali diversi. Opere d’arte, oggetti della cultura materiale e documenti vengono messi in dialogo e diventano così strumenti attivi per raccontare contesti, pratiche e dimensioni della ricerca storica. Il patrimonio viene così inteso come un sistema relazionale, capace di restituire la complessità dei processi e di generare conoscenza, pur mantenendo ferma una rimarchevole qualità di comunicazione.

Per il direttore generale Archivi, Antonio Tarasco, «questa collaborazione realizzerà progetti di studio, mostre, pubblicazioni e iniziative di carattere scientifico sostenute dalla sinergia tra le competenze archivistiche e quelle storico-artistiche. L’obiettivo sarà raccontare un’opera e il suo contesto attingendo dai documenti custoditi negli archivi e illustrare un percorso narrativo documentario tramite un’opera d'arte e viceversa. Una collaborazione che ci auguriamo incentivi la presenza di documenti archivistici accanto alle opere d’arte esposte nelle mostre che ne svelino la paternità e restituiscano loro la profondità del contesto». Da parte della direttrice del ViVe-Vittoriano e Palazzo Venezia, Edith Gabrielli, si sottolinea che «fin da quando è divenuto operativo, nel novembre 2020, il ViVe pone al centro della propria azione il pubblico e soprattutto il pubblico potenziale, vale a dire quella fascia piuttosto larga di persone che, per svariati motivi, non frequentano i musei. Uno strumento privilegiato per intercettare entrambi è rappresentato dalle mostre temporanee. Accanto ai modelli espositivi più consolidati, abbiamo scelto di sviluppare progetti interdisciplinari, concepiti per restituire una realtà sfaccettata e, al limite, un intero mondo e dunque capaci di moltiplicare i fattori di attrazione. Questo accordo, che consente di far dialogare le opere d’arte con i documenti, ha dunque un alto valore strategico».

Piero di Cosimo, «Santa Maria Maddalena», 1490-92, Roma, Gallerie Nazionali d’Arte Antica

Gianfranco Ferroni, 09 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

Archivi e ViVe, dall’accordo nasce una mostra su Piero di Cosimo, a Palazzo Venezia | Gianfranco Ferroni

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