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Alla Fondazione Luigi Rovati un’esperienza sensoriale che invita a rallentare e a riattivare i sensi
«Renaissance of the Real», realizzata dall’artista e designer svizzera Annabelle Schneider per USM, in collaborazione con lo studio di architettura Snøhetta, si pone come un ambiente intimo e contemplativo
- Alessia De Michelis
- 17 aprile 2026
- 00’minuti di lettura
Un render di «Renaissance of the Real» nel giardino della Fondazione Luigi Rovati a Milano
@annabellesbubble, @snohetta, @usmmodularfurniture
Alla Fondazione Luigi Rovati un’esperienza sensoriale che invita a rallentare e a riattivare i sensi
«Renaissance of the Real», realizzata dall’artista e designer svizzera Annabelle Schneider per USM, in collaborazione con lo studio di architettura Snøhetta, si pone come un ambiente intimo e contemplativo
- Alessia De Michelis
- 17 aprile 2026
- 00’minuti di lettura
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliNel giardino della Fondazione Luigi Rovati, «Renaissance of the Real» si presenta come un dispositivo immersivo che ridefinisce il rapporto tra corpo, spazio e percezione. Realizzata dall’artista e designer svizzera Annabelle Schneider per USM, in collaborazione con lo studio di architettura Snøhetta, l’installazione si inserisce nel programma della Milano Design Week (21-26 aprile) proponendo un’esperienza sensoriale che invita a rallentare e a riattivare i sensi.
Pensata come «luogo nel luogo», l’opera trasforma il giardino progettato da Marilena Baggio, uno spazio raccolto e accessibile, concepito come rifugio urbano, in un ambiente ancora più intimo e contemplativo. Qui il pubblico non è semplice spettatore, ma parte attiva: può attraversare e abitare la struttura, entrando in una dimensione che coinvolge vista, tatto e suono.
Al centro del progetto si trova il sistema modulare USM Haller, che supera la propria funzione d’arredo per assumere un ruolo architettonico. Su questa griglia rigorosa si innesta una membrana tessile morbida, capace di espandersi e contrarsi in un movimento lento e continuo, simile a un respiro. Ne deriva una forma ibrida, a metà tra oggetto e ambiente: una «bolla» che accoglie e isola, mettendo in tensione geometria e materia, struttura e fluidità.
Il progetto definisce la morfologia di questo spazio immersivo, calibrando proporzioni e relazioni con il contesto naturale. L’intervento dialoga con l’identità della Fondazione, dove architettura e design costituiscono elementi centrali: il museo, firmato da Mca-Mario Cucinella Architects, è infatti il risultato della trasformazione di un palazzo storico in un luogo contemporaneo dedicato all’archeologia e alla produzione artistica.
In un’epoca dominata dall’iperconnessione e dalla frammentazione dell’attenzione, «Renaissance of the Real» propone una riflessione sulla necessità di esperienze fisiche e relazionali. Più che un’installazione, un invito a recuperare una dimensione percettiva piena, in cui il corpo torna a essere misura dello spazio e del tempo.