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Nel 1668 il sovrano commissionò a Charles Le Brun un ciclo di 92 manufatti, destinati a coprire il pavimento della galleria che collegava il Louvre al palazzo delle Tuileries. Ma con lo spostamento della corte a Versailles i preziosi «giganti» tessili non furono mai posati e col tempo la serie andò in parte distrutta. Oggi i pezzi superstiti sono al centro di un’irripetibile mostra
- Luana De Micco
- 02 febbraio 2026
- 00’minuti di lettura
I tappeti del Re Sole sono eccezionalmente esposti al Grand Palais di Parigi dall’1 all'8 febbraio
Foto Didier Plowy, GrandPalaisRmn, 2026
Al Grand Palais di Parigi i tappeti del Re Sole esposti per una sola settimana
Nel 1668 il sovrano commissionò a Charles Le Brun un ciclo di 92 manufatti, destinati a coprire il pavimento della galleria che collegava il Louvre al palazzo delle Tuileries. Ma con lo spostamento della corte a Versailles i preziosi «giganti» tessili non furono mai posati e col tempo la serie andò in parte distrutta. Oggi i pezzi superstiti sono al centro di un’irripetibile mostra
- Luana De Micco
- 02 febbraio 2026
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Luana De Micco
Leggi i suoi articoliSolo per una settimana, dal primo all’8 febbraio, il Grand Palais di Parigi presenta i monumentali tappeti commissionati da Luigi XIV per la Grande Galerie del Louvre. Un ambizioso progetto decorativo concepito nel 1668 quando il giovane Re Sole meditava di fare del Louvre la propria residenza principale, prima che Versailles assorbisse i suoi interessi. Una trentina di questi «giganti» è riunita nel Grand Palais, nella mostra inedita, effimera e probabilmente irripetibile, «I tesori nascosti del Re Sole». Il sovrano affidò l’impresa a Charles Le Brun, «primo pittore» di corte, che immaginò un ciclo di 92 tappeti destinati a coprire i 442 metri di pavimento della galleria che collegava il Louvre al palazzo, oggi scomparso, delle Tuileries.
Tra il 1668 e il 1688 la Manufacture royale de la Savonnerie tessé circa 4mila metri quadrati di tappeti, mobilitando i migliori maestri tessili del regno, che lavorarono a partire dai cartoni elaborati dagli artisti dei Gobelins, sotto la direzione dello stesso Le Brun. Ogni pezzo è un’opera indipendente, pensata come parte di un progetto decorativo unitario che, tuttavia, non raggiungerà mai la sua destinazione originaria, dal momento che, con la morte di Colbert e il definitivo spostamento della corte a Versailles, i tappeti non verranno mai posati al Louvre. Alla Rivoluzione, la serie venne dispersa, in parte venduta, in parte distrutta, per essere parzialmente recuperata tra Impero e Restaurazione.
Oggi restano 41 tappeti originali, di cui 33 completi, custoditi e restaurati dal Mobilier national. Si aggiungono alla collezione quattro tappeti che erano stati realizzati per la Galerie d’Apollon. Sono esposti anche 14 pezzi di un altro celebre arazzo del regno di Luigi XIV, «L’Histoire du Roi», tessuto ai Gobelins tra il 1665 e il 1681 (e che non era stato mostrato nella sua totalità dal 1976).