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Ettore Spalletti, «Fontana»

© Fondazione Ettore Spalletti

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Ettore Spalletti, «Fontana»

© Fondazione Ettore Spalletti

A Pescara ci si potrà di nuovo riflettere nello specchio atmosferico di Ettore Spalletti

«Fontana», una grande ellisse di granito nero assoluto dello Zimbabwe, lunga quindici metri e attraversata da un sottile velo d’acqua, torna nella piazza del Palazzo di Giustizia dopo un importante restauro

Alessia De Michelis

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A vent’anni dalla sua inaugurazione, «Fontana» di Ettore Spalletti (1940-2019) torna a vivere nello spazio pubblico di Pescara dopo un importante intervento di restauro promosso dalla Galleria Lia Rumma insieme al Comune di Pescara, al Ministero della Giustizia e alla Fondazione Ettore Spalletti, con il sostegno di numerosi imprenditori privati. L’opera, collocata nella piazza del Palazzo di Giustizia, era stata realizzata nel 2004 come luogo di contemplazione aperto alla città, capace di trasformare uno spazio istituzionale in un’esperienza percettiva e collettiva.

«Penso che in questo momento si avverta il desiderio di offrire qualcosa al luogo pubblico, dichiarava Spalletti. Ciò che mi ha attratto in questo progetto è la possibilità di creare uno spazio accessibile a tutti, come le grandi cattedrali, dove l’arte era offerta generosamente e durevolmente a chiunque».

L’opera si presenta come una grande ellisse di granito nero assoluto dello Zimbabwe, lunga quindici metri e attraversata da un sottile velo d’acqua che ne trasforma la superficie in uno specchio atmosferico. Riflette il cielo, le nuvole, il profilo del Palazzo di Giustizia, assorbendo la luce e restituendola in continue variazioni cromatiche. Al centro, una forma geometrica azzurra da cui l’acqua tracima «aggiungendo colore al colore», come scriveva l’artista, fino a fare dell’acqua stessa «scultura nella scultura».

«Un disco nero si appoggia un po’ spaesato nella piazza, annotava Spalletti. Quando la luce si quieta appare una figura ellittica fino a diventare luminosa con la notte. Forse è la luna». Il suono lento dell’acqua, simile a quello di «un ruscello di montagna», introduce una sospensione quasi metafisica nel cuore della città.

Con il restauro di «Fontana», Pescara recupera non soltanto un’opera pubblica, ma un dispositivo poetico capace di ridefinire il rapporto tra architettura, luce e comunità.

Alessia De Michelis, 26 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

A Pescara ci si potrà di nuovo riflettere nello specchio atmosferico di Ettore Spalletti | Alessia De Michelis

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