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Bianca Castelbarco Albani
Leggi i suoi articoliDal 1° luglio al 10 settembre 2026 gli spazi di L.U.P.O. Lorenzelli Projects ospitano «Summer Fling V», quinta edizione della mostra collettiva che inaugura anche una nuova fase per la galleria milanese, presentandosi per la prima volta nella sede di via Borsieri 29. Il progetto conferma la propria vocazione a osservare da vicino le ricerche delle nuove generazioni, riunendo tredici artistis emergenti e all'inizio del proprio percorso espositivo provenienti da contesti geografici e culturali differenti.
Più che costruire un tema unico, la mostra si sviluppa come una ricognizione sulle molte direzioni intraprese dalla pittura e dalle pratiche contemporanee. Pittura, figurazione, memoria, desiderio, mito, dimensione domestica, iscrizione e costruzione dell'immagine costituiscono il terreno comune sul quale si muovono ricerche autonome, accomunate dalla volontà di interrogare il presente attraverso linguaggi personali. Il percorso espositivo mette così in dialogo opere che affrontano la relazione tra esperienza individuale e narrazione collettiva, tra spazio intimo e immaginario simbolico. Le immagini diventano il luogo in cui ricordi, emozioni, trasformazioni e percezioni si stratificano, restituendo uno spaccato della sensibilità di una generazione di artisti che utilizza la pittura e altri media per riflettere sulla costruzione dell'identità e sul rapporto con il mondo contemporaneo.
All'interno di questo panorama trovano spazio linguaggi profondamente diversi. Giuditta Branconi costruisce dipinti caratterizzati da colore, ironia, riferimenti mitologici e una forte presenza del corpo, ampliando spesso la superficie pittorica in composizioni dense di elementi narrativi e ornamentali. Martina Cinotti concentra invece la propria ricerca sulla fusione tra figura umana ed elementi naturali, dando vita a immagini nelle quali corpi, fiori e vegetazione si trasformano reciprocamente e il confine tra soggetto e ambiente perde stabilità.
La memoria rappresenta uno dei fili conduttori dell'esposizione. Rachel Hobkirk vi si avvicina attraverso oggetti quotidiani come bambole, giocattoli, dolci e simboli domestici, trasformandoli in immagini sospese tra ricordo, inquietudine e affetto. Katherine Qiyu Su affronta lo stesso tema da una prospettiva differente, indagando il modo in cui i ricordi modificano le immagini e ne alterano continuamente la forma, in un dialogo costante tra figurazione e astrazione.
Anche Sam King riflette sulla condizione contemporanea, intrecciando riferimenti visivi classici e attuali per affrontare questioni legate al corpo, all'autenticità, alla tecnologia e all'esperienza sociale. Danny Leyland, invece, costruisce opere fondate sulla sovrapposizione di immagini, temporalità e punti di vista, interrogandosi sulla capacità di alcune immagini di acquisire significati che vanno oltre quelli originariamente attribuiti. La sua ricerca, influenzata dalla poesia moderna, dall'archeologia e dalla cultura materiale, cerca di individuare una dimensione quasi sacrale all'interno delle esperienze più ordinarie. Il rapporto tra immagine e identità assume una forma particolare nel lavoro di Giammarco Nocco, che affianca pittura e scultura alla pratica del tatuaggio. I suoi disegni, destinati a essere impressi permanentemente sul corpo, diventano strumenti di costruzione dell'identità personale e vengono successivamente tradotti in opere autonome che riflettono sulla circolazione delle immagini nella vita sociale.
La dimensione autobiografica attraversa anche la pittura di Sophia Pega, che parte dalla scrittura, dai ricordi e dalle emozioni per trasformare esperienze legate all'amore, alla perdita e al desiderio in immagini simboliche. Aniela Preston costruisce invece ambienti chiusi e quasi teatrali nei quali figure, architetture e paesaggi danno forma a racconti psicologici e allegorici, attingendo tanto alla storia dell'arte quanto alla fantasia e alle inquietudini contemporanee. Più rarefatta appare la ricerca di Nohana Sayama, che utilizza prevalentemente l'acquerello per realizzare composizioni delicate ispirate al paesaggio, alla memoria personale e alla percezione emotiva. Un'attenzione alla dimensione atmosferica caratterizza anche il lavoro di Luochen Zhang, autore di dipinti nei quali illusione, ambiguità e percezione si fondono in scene sospese, dove la realtà assume un carattere instabile e quasi onirico. La mostra comprende inoltre le opere di Francesco Vullo, che lavora tra scultura e installazione reinterpretando oggetti d'uso quotidiano come depositi di memoria e significato simbolico, e di Anna Woodward, la cui ricerca indaga il rapporto tra immagine, memoria e presenza materiale attraverso composizioni che riflettono sull'intreccio tra narrazioni individuali e collettive. Con questa quinta edizione, «Summer Fling» conferma il ruolo di piattaforma dedicata alla sperimentazione e al confronto tra pratiche differenti. L'eterogeneità delle ricerche presentate non viene ricondotta a una lettura univoca, ma costruisce un percorso nel quale linguaggi, sensibilità e riferimenti culturali convivono, offrendo un'ampia panoramica su alcune delle direzioni percorse oggi dalla giovane arte contemporanea internazionale.