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Youth and Future a Palazzo Reale di Milano dal 17 ottobre al 1° novembre 2026, La mostra, promossa dal Comune di Milano – Cultura, è ideata da Giovanni Caccamo e prodotta da Palazzo Reale e Youth and Future – Parola ai Giovani APS, in collaborazione con Associazione Arte Continua e Fondazione Sylva.

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Youth and Future a Palazzo Reale di Milano dal 17 ottobre al 1° novembre 2026, La mostra, promossa dal Comune di Milano – Cultura, è ideata da Giovanni Caccamo e prodotta da Palazzo Reale e Youth and Future – Parola ai Giovani APS, in collaborazione con Associazione Arte Continua e Fondazione Sylva.

A Milano le parole dei giovani diventano opere d'arte

Che cosa vorrebbero cambiare i giovani nel mondo in cui vivono? Da questa domanda nasce un progetto che negli anni ha coinvolto migliaia di ragazzi e alcuni tra i maggiori artisti contemporanei. A Milano, le loro parole diventano opere, immagini e azioni per il futuro



 

Lavinia Trivulzio

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Dal 17 ottobre al 1° novembre 2026, la Sala delle Cariatidi ospita «Youth and Future», il progetto ideato da Giovanni Caccamo che mette in relazione le riflessioni delle nuove generazioni con il lavoro di alcuni tra gli artisti più noti della scena contemporanea internazionale. La domanda da cui tutto parte è semplice: «Cosa cambieresti della società in cui vivi e in che modo?». A questa se ne aggiunge una seconda: «Qual è la tua parola di cambiamento?». Sono le domande rivolte da Caccamo a migliaia di ragazze e ragazzi, incontrati in università, istituti di detenzione e centri d’accoglienza. Le risposte sono diventate testi, idee e parole raccolte prima nel «Manifesto del Cambiamento» e poi nella sua estensione internazionale, «Manifesto for Change», entrambi pubblicati da Treccani.

Il progetto nasce nel 2021, anche in risposta all’appello dello scrittore Andrea Camilleri, che aveva affidato alle nuove generazioni il compito di contribuire alla costruzione di un nuovo umanesimo. Nel 2022 il percorso entra nei Musei Vaticani con «Agorà del Cambiamento», una performance realizzata nella Stanza della Segnatura di Raffaello. Da allora il progetto ha progressivamente allargato il proprio raggio d’azione, coinvolgendo università e organizzazioni giovanili in diversi Paesi. A Palazzo Reale il passaggio successivo è quello tra parola e opera. Alcuni dei testi raccolti sono stati affidati ad artisti chiamati a confrontarsi con le idee espresse dai ragazzi. Nella prima fase italiana hanno partecipato, tra gli altri, Maurizio Cattelan, Mario Ceroli, Emilio Isgrò, Mimmo Jodice, Giulia Napoleone, Michelangelo Pistoletto, Fabrizio Plessi, Arnaldo Pomodoro e Guido Strazza.

Nel 2025 il progetto ha avviato una seconda fase internazionale insieme ad Associazione Arte Continua, coinvolgendo Adel Abdessemed, Leandro Erlich, Antony Gormley, Eva Jospin, Anish Kapoor, Ahmed Mater, Moataz Nasr, Giuseppe Penone, Tobias Rehberger, Julian Schnabel e Kiki Smith. In questo caso il rapporto con i giovani si lega anche a un intervento ambientale: il ricavato della vendita delle opere è destinato alle attività di Youth and Future, Associazione Arte Continua e Fondazione Sylva nell’ambito dei progetti «Boschi del Cambiamento e Arte x la Riforestazione». La mostra non presenta quindi soltanto una serie di opere. Ricostruisce le diverse tappe del progetto attraverso linguaggi differenti. Ci sono l’installazione digitale interattiva «Wall of Change», il reportage di Marco Anelli sulla performance ai Musei Vaticani e le fotografie di Jamie Hawkesworth realizzate durante «The Ark of Change», il viaggio compiuto nel 2026 da dieci ragazze e ragazzi provenienti da diverse parti del mondo a bordo di un antico veliero lungo la rotta atlantica degli schiavi.

A questi materiali si aggiungono un nuovo arazzo di Mimmo Paladino, costruito con alcune delle bandiere realizzate per il «Gran Pavese» di ottanta metri issato durante la traversata, i due libri del progetto “cancellati” da Emilio Isgrò e un’opera specchiante di Michelangelo Pistoletto che porta nello spazio espositivo il tema dell’oceano. Completa il percorso una video installazione del regista Luc Jacquet, realizzata in collaborazione con MASI Film. Il tema della riforestazione introduce così una seconda dimensione del progetto. Le parole raccolte attraverso «Youth and Future» diventano il punto di partenza di un percorso che coinvolge arte, partecipazione e interventi ambientali, con l’obiettivo dichiarato di trasformare una riflessione sul futuro in iniziative concrete. È un passaggio importante anche per comprendere la mostra: il futuro viene affrontato attraverso una serie di azioni diverse, dalla scrittura alla performance, dalla fotografia alla produzione artistica fino alla riforestazione.

Il percorso arriva a Milano dopo una serie di esperienze internazionali. Nel marzo 2025 «Manifesto for Change», che raccoglie le visioni di futuro di 75 giovani selezionati tra i partecipanti al progetto internazionale, è stato presentato a New York durante un appuntamento alla General Assembly delle Nazioni Unite, in occasione del Change the World Model UN. A Palazzo Reale, dunque, il progetto assume la forma di una mostra ma mantiene la struttura di un processo. Le parole raccolte negli anni diventano opere, immagini e azioni. E il pubblico entra in questo percorso attraverso materiali diversi, seguendo una ricerca che dal 2021 continua a interrogare una questione precisa: quali cambiamenti immaginano le nuove generazioni e come possono queste idee uscire dalla dimensione individuale per entrare nello spazio collettivo?

Lavinia Trivulzio, 19 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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