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Ad aprire le danze una personale di Federica Di Pietrantonio in cui la «scottatura» diventa metafora dell’essere online oggi, tra iperconnessione e progressivo allontanamento dalla dimensione naturale
- Alessia De Michelis
- 25 marzo 2026
- 00’minuti di lettura
Uno still dal video «The Frame», 2023, di Federica Di Pietrantonio
Courtesy dell’artista
A Mestre inaugura Circuit, un nuovo spazio dedicato alla ricerca tra arte contemporanea e nuovi media
Ad aprire le danze una personale di Federica Di Pietrantonio in cui la «scottatura» diventa metafora dell’essere online oggi, tra iperconnessione e progressivo allontanamento dalla dimensione naturale
- Alessia De Michelis
- 25 marzo 2026
- 00’minuti di lettura
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliCon «Sunburn», personale di Federica Di Pietrantonio, Circuit inaugura i propri spazi a Mestre (Ve) delineando fin da subito un campo di ricerca che intreccia corpo, tecnologia e immaginari digitali. Curata da Laura Cocciolillo, l’esposizione riunisce nove opere tra pittura, video e installazione, costruendo un percorso immersivo che attraversa stati liminali (veglia, latenza, isolamento) senza mai ridursi a una lettura sociologica.
Il titolo allude a una condizione ambivalente: esposizione e vulnerabilità. La «scottatura» diventa metafora dell’essere online oggi, tra iperconnessione e progressivo allontanamento dalla dimensione naturale. Nella pratica dell’artista, il digitale non è solo strumento ma regime esperienziale che plasma corpi, posture e relazioni. Il percorso espositivo si apre con un’installazione che traduce il passaggio tra sonno e veglia in linguaggio computazionale, suggerendo una forma di empatia tra umano e macchina; prosegue poi con lavori come «the edge of collapse», dove lo scambio di sguardi con avatar destabilizza il confine tra reale e virtuale. Nella Project Room, il video «The Field» espande la riflessione verso economie parallele e desideri di fuga, intrecciando immaginario videoludico e lavoro invisibile.
La mostra segna anche l’apertura ufficiale della piattaforma fondata nel 2025 e diretta da Herwig Egon Casadoro-Kopp, che si propone come spazio critico dedicato ai nuovi media. Situato tra Calle del Gambero 16 e via Giordano Bruno 31, il progetto unisce dimensione espositiva, editoriale e formativa, ospitando anche la redazione di art-frame e un bookshop specializzato.
Ad accompagnare la mostra, una serie di multipli d’artista e una pubblicazione omonima edita da art-frame books, con contributi critici che ampliano il discorso sulla cultura digitale. Aperta dall’11 aprile al 30 maggio, la mostra si configura così come dichiarazione d’intenti: un invito a interrogare, più che rappresentare, la condizione post-digitale contemporanea.