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Julia Fullerton, «BaJen Ella Whipp Dance», 2021

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Julia Fullerton, «BaJen Ella Whipp Dance», 2021

A Mantova la Quarta Biennale della Fotografia Femminile

In cinque sedi espositive, la Casa del Mantegna, la Casa di Rigoletto, la Galleria Disegno, lo Spazio Arrivabene2 e la Casa del Pittore, saranno distribuite le mostre che ruoteranno attorno al tema della «soglia»

Ada Masoero

Giornalista e critico d’arte Leggi i suoi articoli

Dal 6 al 29 marzo Mantova apre cinque sue sedi espositive (la quattrocentesca Casa del Mantegna, con il cortile circolare inscritto nella pianta quadrangolare, la Casa di Rigoletto in piazza Sordello, la Galleria Disegno, lo Spazio Arrivabene2, la Casa del Pittore) per presentare la quarta edizione della Biennale della Fotografia Femminile-Bff, diretta sin dall’inizio da Alessia Locatelli: una manifestazione unica nel panorama internazionale, promossa dall’Associazione La Papessa con il sostegno del Comune di Mantova e di FUJIFILM e intitolata quest’anno al tema suggestivo del «Liminal»: di quella soglia su cui tutti, in questi tempi di guerre, di migrazioni e di sconvolgimenti epocali, sentiamo di essere sospesi, con l’unica consapevolezza che nulla sarà più ciò che per decenni è stato, nel lungo periodo di pace e di benessere crescente (per l’Occidente, almeno) che ha seguito la fine della Seconda guerra mondiale. Un tema quanto mai consonante con lo spirito della Bff, che sin dall’esordio ha prestato una speciale attenzione alle grandi questioni sociali e geopolitiche come l’istruzione, le disuguaglianze di classe, le conseguenze delle migrazioni, il cambiamento climatico, le nuove forme di colonialismo. 

Anche in questa edizione, si aprono nelle sedi prescelte monografiche di artiste contemporanee italiane e straniere e la mostra d’archivio «Shifting the Focus», che presenta l’opera di una sperimentatrice come Imogen Cunningham (Portland, 1883-San Francisco, 1976), pioniera e maestra della fotografia americana. Le protagoniste delle personali sono l’italiana Gaia Squarci (1988), con «The Cooling Solution» (una ricerca del team Energya, a cura di Kublaiklan e con il coordinamento di Elementsix, sul riscaldamento globale); la tedesca Julia Fullerton-Batten (1970) che in «Contortion» restituisce figure di contorsioniste colte in interni minuziosamente studiati; la britannica Abbie Trayler-Smith (1977), che in «The Big O e Kiss it!» indaga il tema dell’adolescenza e del body shaming nei confronti delle ragazze sovrappeso; la giordana Nadia Bseiso (1985), con la sua ricerca sulla desolazione di quella che non è più la «Mezzaluna fertile», tra Palestina, Siria, Iraq e Arabia Saudita («Infertile Crescent»); l’indiana Keerthana Kunnath (1995), lei con le immagini di donne body builder in abiti tradizionali o in pose da dee hindu, ma con i muscoli in bella vista («Not What You Saw»); l’australiana Lee Grant (1973), antropologa di formazione, con il volto-fiore di «Ancestral Constellations», e un nutrito drappello di artiste statunitensi: Mackenzie Calle, qui con il progetto «The Gay Space Agency»; Lisa Elmaleh (1984), che in «Tierra Prometida» documenta la tragedia dei migranti latino-americani riassumendola, in una delle immagini, nel paesaggio brullo e terribile lungo il quale in Arizona corre l’invalicabile muro di confine tra Usa e Messico; Barbara Peacock, con il microcosmo privato delle sue «American Bedroom», e Pia-Paulina Guilmoth (1993), che in «Flowers Drink the River» mostra mani femminili intente a intessere di fiori una lucente tela di ragno. Nell’ambito della collaborazione avviata nel 2024 tra la Bff e il Fotofestival Lenzburg in Svizzera, quest’edizione ospita il progetto speciale della fotografa italiana Maria Giovanna Giugliano «Ordinary Pleasures». Come di consueto, la Biennale è accompagnata da numerose iniziative, fra le quali il Premio Musa, alla sua settima edizione, una Open Call per il «Circuito Off» (per le persone nate donne, diventate tali o in transizione), letture portfolio, workshop, conferenze e laboratori didattici per bambini. 

Abbie Trayler, «Smith Kiss It!», 2014

Ada Masoero, 04 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

A Mantova la Quarta Biennale della Fotografia Femminile | Ada Masoero

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