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ANGELA MAGENTA

Mai l’arte contemporanea è stata così visibile, accessibile e diffusa. Eppure una parte del pubblico continua a percepirla come distante. Il problema non è soltanto chi decide, chi finanzia o chi controlla gli ingressi. Nel mezzo si è indebolita l’infrastruttura che per decenni ha collegato opere e società: critica, giornalismo, editoria, educazione, televisione, mediazione museale. Abbiamo moltiplicato la comunicazione e ridotto gli strumenti per comprendere.