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Laura Lombardi
Leggi i suoi articoliFirenze. Con il restauro della parete ovest, dopo quelle nord ed est, si conclude l’intervento di recupero dell’apparato decorativo del Cortile di Michelozzo in Palazzo Vecchio, reso possibile grazie al finanziamento di 500mila euro, in cinque anni, da parte del marchio giapponese Genten (di proprietà del gruppo Kuipo Co., Ltd, fondato nel 1965 da Kunihisa Okada) in base a un accordo stilato con il Comune, che aveva già eseguito una prima tranche di lavori tra il 2007 e il 2013.
La decorazione di Giorgio Vasari a pitture e stucchi è estesa su tutte le superfici del porticato e del primo registro delle facciate interne, fino al marcapiano di pietra serena che delimita il primo ordine delle finestre. Il suo stato di conservazione era molto precario, essendo il cortile visitato da migliaia di persone e soggetto a forti escursioni termiche, fenomeni di condensa e deposito di polveri e agenti inquinanti. Il risultato dell’intervento restituisce leggibilità alle pitture e rende più percepibile l’impatto visivo voluto dall’artista: uno spazio luminoso, impreziosito dalle dorature delle colonne e dalle lumeggiature delle volte, destinato ad accogliere le feste per le nozze tra Francesco I e Maria Giovanna d’Austria, in onore della quale vennero realizzate sulle pareti le vedute delle città dell’impero austroungarico.
Il restauro è stato eseguito dalla S.A.R. di Cristiana Conti e Alessandra Popple, e diretto dai tecnici del Comune di Firenze Paolo Ferrara, Fabio Sforzi, Laura Corti e Sara Ragazzini, con la supervisione di Jennifer Celani per la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze.
La volta del Cortile del Michelozzo in Palazzo Vecchio a Firenze
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